Mototuristi per caso

Racconto Tuareg Rallye 2007 - I Parte

Andrea Revel
(31 agosto 2007)


Pagina 1/2 Pag. successiva Pagina successiva

Sabbia. Lo sgradevole scricchiolio sotto i denti mi ricorda che sono sdraiato a faccia in giù, mentre cerco di riprendere fiato e smettere di ansimare. Due giganteschi olandesi mi fanno ombra più di un’oasi ma il sollievo dura poco; le loro risate allegre mi convincono ad alzarmi in piedi e risalire in sella, e benedico in silenzio quella piccola magia meccanica che scaturisce da un piccolo bottoncino rosso a destra del manubrio. Ripartiamo assieme, mentre le mie promesse di infinite birre si perdono nel vento. Mi hanno appena tirato fuori da un imbuto di sabbia senza fine con una disarmante facilità, evitandomi la fine del cactus e rimettendomi in gara. Ed un’altra volta un provvidenziale aiuto mi toglierà la moto di dosso, in una speciale da cardiopalma nel greto di un fiume in secca! Ieri è toccato a me, il mio magico smagliacatena ha ridato il sorriso ad un altro concorrente, disperato ed anonimo, e domani toccherà ad un altro. Ah, dimenticavo; tutto questo mentre siamo in speciale ed il cronometro inesorabilmente gira.

Questa è la gara. Questo è il Tuareg rally!

La competizione, giunta alla sua settima edizione, è cresciuta nel corso degli anni, sia come difficoltà che come partecipazione, raggiungendo quest’anno 231 concorrenti, dei quali 140 motociclisti, con caratteristiche tecniche sempre più vicine ad i rally professionistici, senza però snaturare lo spirito amatoriale e di collaborazione reciproca al quale Il Team Autenrieth tiene molto. Ed i numeri gli danno ragione, ponendo la manifestazione al secondo posto dopo la Dakar per il numero di partecipanti e ripercorrendo gli scenari delle blasonate tappe marocchine , oltre ad ulteriori tre giorni di alte dune per mettere alla prova i veri “Africani”.
L’appuntamento è al porto di Almeria, sabato 17 marzo, per le verifiche tecniche e l’imbarco dei mezzi sul traghetto che ci porterà a Nador, in Marocco, ove sbarcheremo al mattino presto e subito dopo inizierà l’avventura.
Il mio Team si riunisce al porto a metà mattina, e le moto lucide e perfette sotto un cielo già estivo mi infondono una sensazione di strano calore. Per noi amatori il termine gara evoca ancora fantasie a lungo coccolate e la fatica degli ultimi frenetici giorni è già confusa con colori e risate. La qualità e quantità dei mezzi iscritti, moto, auto e quad mi lascia stupito e su molti mezzi assistenza s’intravedono ancora gli adesivi dell’ultima Dakar. L’Organizzazione svolge velocemente le operazioni di verifica ed il caricamento dei punti GPS ad ogni concorrente, che si riveleranno preziosi nei prossimi giorni, e controlla scrupolosamente la presenza delle dotazioni di emergenza richieste, controllo che sarà costantemente effettuato durante tutta la gara.
Intanto scatto qualche foto e conosco l’unico team femminile, che quest’anno si iscriverà alla Dakar, e che darà filo da torcere a molti maschietti per tecnica e determinazione; Tasmin Jones, Tina Meier e Liz Millet, che vincerà la Amatori femminile. Le amo da subito! Veramente brave!
Faccio alcuni scatti, annoto mail e cellulari e riparto felice in cerca di un thè alla menta.
Ma l’Africa incombe, quella delirante ed incontrollabile imprevedibilità che trasforma in avventura ed improvvisazione qualsiasi viaggio perfettamente pianificato; uno dei traghetti si rompe e l’Organizzazione, pur colta alla sprovvista, ci fa imbarcare su quello diretto a Melilla, la parte spagnola di Nador, e l’indomani le pratiche doganali si riveleranno di una lentezza esasperante. I concorrenti, accalcati e chiassosi, si misurano con sguardi da professionisti, alla ricerca del dettaglio vincente, ma i sorrisi e la Babele di lingue confuse hanno presto il sopravvento. Io sono incredibilmente pulito ed immacolato nel mio completino Beta Racing e nei miei Oxtar nuovi di zecca, e per un attimo mi sento osservato come uno di quelli “bravi”; ma la sensazione durerà molto poco!

Giorno I°
Alle due del pomeriggio finalmente partiamo ed un veloce trasferimento ci porta fino a Missour, ove arriviamo a sera inoltrata, con una lunga scia di fari che spezza la notte marocchina. Durante il trasferimento attraversiamo un lungo Oued, uno dei numerosi fiumi in secca che spesso incontreremo durante la gara, e l’aperitivo marocchino arriva inatteso; nonostante il robusto fissaggio, perdo il GPS, che ora troneggerà inutile sulla gobba di qualche ignaro dromedario ed all’arrivo passo la prima ora di una lunga serie dedicate alle soluzioni di fortuna. Riesumo un vecchio Garmin basico che userò per il resto della gara, senza i gradi bussola molto utili per il controllo road book, avvolgo le pile nello scotch per non farlo spegnere ad ogni sobbalzo e resto fino a tardi a bere thè alla menta nella vibrante notte marocchina, insieme agli altri concorrenti italiani, che hanno formato gruppi regionali sfidandosi in una competizione all’ultima bottiglia. La sera precedente, al porto, un vecchio marinaio immerso nel tramonto e nel fumo della sua sigaretta mi aveva chiesto stranito dove fosse la mia famiglia, perché la sua non lo abbandonava mai; la sottile metafora mi accompagnerà per tutta la gara. Quella prima sera mi sono accorto che la mia famiglia, per un lungo momento di otto giorni, era proprio lì! Sorrisi, passione comune ed un vago desiderio di sofferenza, cercata e purificatrice, per sentirsi per un attimo l’indispensabile granello di un immenso deserto.

II ° giorno
Stavolta ci siamo davvero! Le passeggiate sono finite e bisogna dare gas per quasi 400 km! Si ride molto meno e tutti controllano più volte di avere fatto il pieno e di avere il telefono cellulare con sé! Al briefing Rainer, l’organizzatore, ci ha promesso navigazione complessa e parti enduristiche, e dulcis in fundo il primo vero assaggio di dune, a fine giornata, che forse qualcuno dovrà fare al buio. I piloti italiani, dei quali alcuni si riveleranno velocissimi, da buoni latini mordono il freno, senza rendersi conto che la gara sarà lunga e bisogna risparmiare i mezzi e le forze. E qualcuno pagherà caro il troppo entusiasmo!. Ruggiero Cariello si accoda subito ai primi in una follia di gas e di foga da speciale, staccando tempi da record, ma nel pomeriggio assaggerà con dolore la durezza delle pietre del Marocco, nonostante la grande tecnica, lesionandosi occhio e spalla fortunatamente senza particolari conseguenze ma compromettendo definitivamente il risultato della sua gara.
Pagina 1/2 Pag. successiva Pagina successiva
Scrivi un commento
comments powered by Disqus

Offerte speciali

Coprimanopole in nylon TUCANO URBANO - cod.R319 - NeroTagoScooter
Coprimanopole in nylon TUCANO URBANO - cod.R319 - Nero
Per Peugeot 150 Elyseo (1999>)
Listino: € 42,90
Prezzo: € 36,46

Terminale MIVV omologato - linea GP - cod.H.035.L2S - Fodera carbonioTagoScooter
Terminale MIVV omologato - linea GP - cod.H.035.L2S - Fodera carbonio
Per Honda 125 SH ie. (2009>2012)
Listino: € 387,96
Prezzo: € 290,98

Terminale Scarico ARROW - Cod.71822PK (Race-Tech) TagoMotocorse
Terminale Scarico ARROW - Cod.71822PK (Race-Tech)
Per Suzuki GSX 650 F
Listino: € 564,86
Prezzo: € 423,65

Specchio SGR - Cod.38.07020 (Sinistro/Destro)TagoMotocorse
Specchio SGR - Cod.38.07020 (Sinistro/Destro)
Per BMW R 1200 GS
Listino: € 55,80
Prezzo: € 41,85

Grasso Bianco MotorexAttrazioneBici
Grasso Bianco Motorex
Prezzo: € 8,90

Rullo Allenamento I Genius TacxAttrazioneBici
Rullo Allenamento I Genius Tacx
Prezzo: € 1.209,90