La via della seta

Il confine Turchia - Iran, altri piccoli appunti

Giacomo Cavalli 29 luglio 2001    Invia ad un amico


Alla dogana Pakistana controllano tutto. Con i passaporti fanno velocemente ma il vero problema sono i Carnet Du Passage per le moto. Esce fuori un attendente e cominciano prima con i numeri di telaio, poi con quelli del motore, poi i libretti. Fatte le prime due moto ci rendiamo conto che in Iran sono un'ora e mezzo avanti. Gli uffici chiudono ed il tipo non vuole completare i controlli sulle altre due. Alessandro praticamente lo supplica. Sono circa le 19.15 e siamo nei guai.

Se non passiamo rimaniamo bloccati in frontiera. Ormai appare evidente che non potremo mai completare la tappa odierna, ma sfrontierare oggi appare a tutti vitale. Alla fine riusciamo, deve solo mettere due firme quel cane e si fa pregare per 15 min. Il sole sta quasi tramontando.

Ripartiamo. Altro stop per consegnare tutti i pezzetti e pezzettini di carta che ci hanno dato in dogana ed al controllo passaporti. Passiamo. Siamo in IRAN, siamo nella culla della rivoluzione islamica, nel Satana dell'Occidente, in casa del nemico giurato degli Stati Uniti d'America, nella nazione che ha dichiarato Israele nemico della nazione Araba e condannato a morte scrittori e dissidenti. Fa un certo effetto.

Siamo assetatissimi. Vogliono venderci l'acqua a quasi un dollaro a bottiglia, rifiutiamo di comprarla. Il sole nel frattempo è tramontato e c'è luce crepuscolare. Si avvicinano alcuni iraniani molto gentili e ci dicono che in IRAN l'acqua non si paga, si offre ed è gratis, e che abbiamo fatto bene a non acquistarla. Bene, magra consolazione. Ci beviamo delle Pepsi perché nelle vicinanze non sembra ci sia nessuno che voglia offrirci acqua.

Ripartiamo da questo paese di frontiera e raggiungiamo ormai a notte fatta la piccola cittadina di Mugu a circa 20km dal confine. Cerchiamo alberghi. Ne troviamo due. Il primo scartato, il secondo ci sosta ben 15USD a testa ma le moto sono al sicuro proprio sotto le nostre camere, e siamo troppo stanchi e preoccupato per domani quando dovremo anche recuperare tappa. Ce ne andiamo a dormire senza neppure cenare. Inutile cercare di ottenere sconti in questi alberghi Internazionali, sono di proprietà del governo e costruiti appositamente per i turisti, ovvero i turisti in questi posti pagano tariffe pari a circa sette volte quelle di un ospite di nazionalità iraniana.

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