La via della seta

Da Sivas ad Erzurum 27-07-01

Giacomo Cavalli 27 luglio 2001    Invia ad un amico


La tappa di trasferimento odierna prevede circa 450km di strada tra SIVAS ed ERZURUM per poi raggiungere il confine Iraniano attraverso l'altopiano dell'Anatolia C.le e svalicare fino a 2900mt, questa notte ci fermeremo a QUOTA 2200mt. Decidiamo, prima di partire, di visitare alcuni dei monumenti Selgiuchidi più importanti della Turchia, proprio in SIVAS.

Ci svegliamo verso le 7.30. Alle 9.00 le moto sono cariche. I monumenti SelgiuchidI si trovano esattamente al centro della piccola ma trafficata cittadina, facili da raggiungere. La costruzione più impressionante è il portale di un'antica moschea di cui non rimane ormai più nulla. Di fianco al portale due minareti gemelli di eccezionale bellezza, un pò sbilenchi, ma pazienza! Di fronte alla porta della vecchia moschea una antica scuola di medicina con un piccolo santuario, anch'esso di periodo Selgiuchide.

All'interno, a parte la scuola, un vero bazar di tappeti e piccoli commercianti. Giriamo all'interno di questo piccolo parco pieno di reperti. Parti di antiche cinte murarie, forse di case. La visita, a turno a due a due per non lasciare sole le moto, ci impegna circa 1h e 10min. Partiamo verso ERZURUM un pò preoccupati per il ritardo ma contenti, forse ci saremmo dovuti sbrigare di più. Quando facciamo il pieno, poco fuori la città, si sono ormai fatte quasi le 11.30.

La strada verso ERZURUM è bella e colorata. Come ieri, passiamo attraverso quest'altopiano in quota coltivato a grano. Vediamo di fianco alla strada persone mietere il grano allo stesso modo in cui doveva esser fatto in Italia negli anni '30, con falce e rastrello. Lavorano tutti, donne, uomini e bambini.

Quelli che non sono nei campi di solito girano per le strade con grosse vacche o buoi, asini e capre. Attraversiamo paesi che poco più lontano lasciano a destra e sinistra posto a piccole abitazioni di terra rossa, molto belle. Ancora bambini giocano seminudi nell'acqua ed in lontananza, le madri lavano poco lontano panni in un fiumiciattolo. Poco dopo, su di un prato vediamo biancheria stesa sull'erba, lasciata ad asciugare.

Dove ci fermiamo, sono circa le 13.30, troviamo una kantina dall'aspetto spoglio e povero. Appena superata la soglia d'ingresso c'è un bancone sulla sinistra dietro il quale un vecchietto curvo su un telefono indossa una tunica verde. Un pezzo di stoffa di colore crema legato alla vita, sostituisce più comuni pantaloni. A destra del bancone tavoli larghi lunghi e bassi con tappeti ridotti ormai a brandelli per potervici sedere sopra. In fondo una televisione che potrebbe avere per lo meno dieci anni, ma almeno è a colori.

Si vede un Mullah parlare alla gente. Il vecchietto nota il nostro interesse e ci fa capire che quel Mullah dev'essere uno stronzo, insomma uno che non gli piace. C'è anche un secondo uomo, molto più giovane, deve essere anche lui un cliente. Servono solamente da bere. Mandiamo giù circa tre bottigliette a testa di una bibita gassata stile pepsi, molto zuccherata, ci farà bene.

E' molto caldo e decidiamo di rimanercene riparati quanto più possibile. I Michelin T66 sono andati alla grande ma rischiamo di rovinarli su questa strada fatta praticamente di sole pietre schiacciate e fuse tra loro. Fortunatamente anche i caschi NOLAN, in fibra leggerissimi e con le prese d'aria, hanno per il momento fatto bene il loro dovere. ERZURUM dista ancora 300Km. Abbiamo tenuto una media piuttosto bassa ma non è stato possibile finora fare altrimenti. Molti Speed Breaker e soprattutto tanti piccoli paesi. Inoltre, a tratti, l'asfalto ha già lasciato posto allo sterrato. In uno dei due casi improvvisamente dopo una curva cieca con tanto di discesa a forte pendenza.

Ripartiamo verso le 14.10. Lungo la strada nuvole lasciano di nuovo posto ad un magnifico sole. I campi appena inumiditi dalla pioggia sono verdissimi e giallissimi. Ci si rende conto della grandezza di quest'altopiano osservando in lontanza uomini ridotti a piccoli punti neri. Sembra di trovarsi in mezzo al mare dove appare quasi impossibile rendersi perfettamente conto delle distanze. Troviamo un venditore di meloni che sembrano buoni e maturi. Dopo una breve trattativa ne prendiamo un paio, li carichiamo sulle moto e ci fermiamo circa 20Km oltre in una piccola aerea di servizio dove troviamo una fonte naturale con degli alberi.

Difficile qui trovare zone ombrose per le soste e ne approfittiamo. Si sono fatte circa le 15.45 ed è molto caldo. Mangiamo la frutta. E' pieno di mosche. Ci rinfreschiamo alla fonte, il tipo della stazione di servizio viene ad offrirci sigarette ed acqua. Accettiamo le sigarette ma rifiutiamo gentilmente l'acqua dicendo di non avere sete. Io mi sdraio e riposo, ho un forte mal di testa. Ripartiamo verso le 16.30. Abbiamo ancora 150Km da percorrere prima di fare tappa e decidiamo di dividere questa distanza in due con un altro piccolo break per dissetarci più avanti. Dove ci fermiamo non ci sono alberi. Cerchiamo di riparare le moto all'ombra di una piccola costruzione dove vendono delle Pepsi. I dischi posteriori del Supertenerè friggono più di noi. Provvediamo a diminuirne la pressione nel circuito frenante spurgando un po' d'olio.

Ripartiamo. Saliamo ancora, siamo a circa 1700-1800mt. Ci fermiamo all'incrocio di due strade. Il paesaggio è davvero superbo. La nostra prosegue diritta lasciandosi sulla destra e sulla sinistra campi vastissimi. Sul fondo a destra, montagne vestite di luci arancioni e rosse. Decidiamo di fare una piccola sosta, è fresco e si sta bene. Mentre siamo fermi arriva un ragazzo di circa 15 anni con alcuni somari. Si ferma ed è incuriosito dalle moto. Scattiamo alcune foto.

Arriviamo ad ERZURUM verso le 19.30. Ha ricominciato a piovere e questa volta forte. Abbiamo appena fatto in tempo a coprirci, poco prima del tramonto nuvole sembrano minacciarci fin troppo seriamente. Alessandro ha lasciato scoperto il bagaglio ed è costretto a fermarsi per proteggerlo dall'acqua. Chiediamo subito l'indirizzo di uno degli alberghi consigliati dalla guida. Il posto non è bello ed è anche molto sporco. Bagni fuori dalle camere, doccia in camera poco appetibile.

Pasquale decide di non metterci dentro neppure tanto di naso. Qui non sembra possibile trovare di meglio. Abbiamo fame. Eccetto pane e pomodoro abbiamo mangiato molto poco e comunque ci sono voluti ben 460Km per arrivare fin qui. Seguiamo le indicazioni per un ristorante verso il centro. Quando scendiamo dalle camere vediamo le moto disposte in fila davanti a noi. Sembra sicuro, o quasi! Mangiamo abbastanza bene. Brevi telefonate in Italia e poi a letto. Domani dovremo passare il confine.

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