La via della seta

Da Ankara a Sivas 26-07-01

Giacomo Cavalli 26 luglio 2001    Invia ad un amico


La mattina presto sveglia di buon'ora. Abbiamo dormito male, troppo caldo! Come al solito Alessandro non ha portato con sé la sveglia e io dovrò alzarmi alcuni minuti prima per poter chiamare gli altri. Poco male. Ci siamo accordati per le 7.30. Andremo a visitare il Museo Etnografico. Ci sono reperti provenienti da ogni zona della penisola anatolica risalenti ad epoche appena successive alla prima glaciazione, inoltre scopriamo cose davvero interessanti, per esempio che re Mida, mitico re dei Frigi, e' davvero esistito e la sua tomba si trova a Gordon, a circa 65 Km a Sud di Ankara.

Siamo fuori dell'albergo in mezz'ora. Orientarsi non e' semplicissimo ed abbiamo comunque voglia di farci una buona colazione. Ankara appare come una città priva di qualsiasi carattere, caotica, frettolosa. Scorgiamo una specie di Kebabberia dove la mattina, per meno di un dollaro a testa, ci servono una spremuta di quasi mezzo litro a testa, come cominciare meglio la mattinata? Ne trangugiamo una, finora abbiamo mangiato pochissima frutta e ci farà sicuramente bene.

Cerchiamo di cambiare i nostri dollari in Lire Turche. Non e' semplice, con i Traveller's Cheques è praticamente impossibile. In Turchia, a parte Istanbul, solamente cash. La spesa media affrontata finora, tra la benzina, i pernottamenti ed i pasti, e' di circa 90.000 Lit al giorno. Ne avevamo calcolati circa 70.000 Lit, ma la benzina costa poco meno che in Italia.

La strada per uscire da Ankara e' semplice. Entrando con direzione proveniente da Istanbul si costeggia un grosso parco al termine del quale si gira a sinistra e poi a destra alla prima rotatoria. Poi, dopo il semaforo subito a destra per una discesa che rimane sulla destra di una strada che a sinistra prende la direzione in salita per la città vecchia. Fatta la discesa, dopo appena circa duecento metri ci siamo fermati a dormire. Dovremo ripercorrere la stessa strada nella direzione opposta ed entrare nel "ring" di Ankara per poi proseguire per Sivas.

La strada e' da subito bella. Rettilinea per i primi 50 Km, dove si attraversano numerosi paesi, poi sale per le montagne. La tappa di oggi sarà di circa 460 Km e dovremo raggiungere quota 1300mt. Oggi temiamo che possa sorprenderci la pioggia. Vediamo in lontanza fitte nubi e la temperatura, dopo essere scesa, e' di nuovo salita di poco. Decidiamo comunque di andare avanti e di non fermarci per prevenire acquazzoni improvvisi, confidiamo nella buona sorte!

Ci fermiamo, dopo circa 150 Km, facciamo tappa e di nuovo benzina. Non abbiamo grossi problemi di caldo e non temiamo per i pneumatici. L'asfalto e' buono, a parte tratti dove distinguiamo bene strisce nere di qualcuno che deve averci lasciato per lo meno mezzo copertone. In effetti la qualità della superficie stradale peggiora e rallentiamo anche noi. Si sono fatte circa le 15.00, si decide per una seconda tappa.

C'è un distributore e facciamo anche benzina. Vicino troviamo un grande supermercato dove compriamo pane e pomodori, qualche succo di frutta e dell'acqua. La nostra sosta dura circa 30 minuti, il tempo per mangiarsi un panino. Nel frattempo è piuvuto lievemente. Ripariamo le moto sotto la tettoia del distributore, noi ci allontaniamo, sono solamente poche gocce d'acqua.

Siamo in un altopiano in quota. E' molto bello. Sarà la stagione ma i gialli sono intensissimi ed i colori delle montagne circostanti cominciano già a caratterizzarsi del rosso che troveremo dopo Erzerum, verso l'Iran, il monte Ararat ed il Kurdistan. Le regioni dell'Anatolia Centrale che attraversiamo sono montuose. Lasciamo a destra e a sinistra case di fango. Sono circa le 16.45 e ci fermiamo ad un distributore per un nuovo pieno.

Siamo già al terzo pieno e sarà anche l'ultimo. Purtroppo, proprio all'interno della stazione di rifornimento, la moto di Pasquale cade in terra a causa di un cedimento del cavalletto, si spezza anche la leva della frizione. Siamo un po' nei guai. Fortunatamente viaggiamo sempre con la luce. Ci troviamo nelle vicinanze di un paese e chiediamo dove si possa trovare un saldatore. Sara' necessario riempire il tubo cavo del cavalletto con un tubo analogo di sezione più piccola, fino a portarlo a battuta dove il cavalletto stringe la propria sezione conica, saldarlo, e poi applicare una piccola piastra laterale di rinforzo. Il problema e' che il cavalletto ha ceduto alla base e non ha l'aria di essere un lavoro facile. Decidiamo di lasciare la leva della frizione così com'è, sembra comunque ben utilizzabile nonostante la parte mancante.

Ripartiamo per Sivas. Si sono fatte circa le 18.00, abbiamo ancora due ore ed un quarto di luce buona prima del crepuscolo e circa 130Km ancora da percorrere. Tutto sommato non e' andata male. Siamo costretti a rallentare un po' la nostra andatura. Il piccolo imprevisto ha ritardato la nostra marcia ed ora saliamo ancora di quota passando un valico a circa 1700mt. Dovremo evidentemente scendere di nuovo.

La nostra corsa termina a Sivas dove seguiamo indicazioni della guida per raggiungere un albergo decente. Questa sera vorremmo dormire comodi e farci una doccia calda, siamo stanchi. La prima pensione che troviamo dispone solamente di camere a quattro letti ma purtroppo Alessandro russa troppo forte per poterla dividere con noi! Solamente A. Boselli, che porta con sé sempre solidi tappi, può farcela! Ci spostiamo di nuovo e circa duecento metri più avanti troviamo una seconda pensione. Costo: circa 6dollari a testa. Camere pulite, doccia calda, piccolo garage cui comunque rinunciamo per parcheggiare le moto proprio davanti all'albergo e ce ne andiamo a letto.

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