La Tecnica

10 consigli per la manutenzione

Editor 17 novembre 2001    Invia ad un amico


1. L'officina mobile

Gli attrezzi in dotazione alla motocicletta devono essere pensati per un intervento di emergenza che consenta di raggiungere la più vicina officina. Due coppie cacciaviti con lame e croci di misure medie e piccole, un paio di pinze classiche e uno di tipo "grip" (a scatto), un martello di 300-400 gr., un paio di forbici e una serie di chiavi da 6 a 22 mm, con duplicati per le misure più ricorrenti (8-10-12-13-14-17 mm) non dovrebbero mai mancare nemmeno per le gite di fine settimana.

2. Controlli

Periodicamente, e comunque prima di affrontare un viaggio, esaminare la motocicletta da ogni lato con molta attenzione. Un filo elettrico sfilacciato o schiacciato, un manicotto dell'acqua che rivela un rigonfiamento anomalo, la vaschetta di un carburatore che trasuda benzina, sono tutti segnali di possibili guasti, che si possono prevenire rapidamente e con minima spesa. In particolare, per i motori raffreddati a liquido, la sostituzione di un manicotto anche solo apparentemente danneggiato, operazione che si compie in pochi minuti con mezzi propri, può evitare di rimanere bloccati lontano da casa nell'impossibilità di acquistare il pezzo di ricambio.

3. Prevenzione

Se si nota che alcuni bulloni hanno tendenza a svitarsi, il modo migliore per togliere loro questo vizio è di forarne la testa trasversalmente con una punta di 4 mm di diametro, quindi far passare nel foro del fil di ferro di lunghezza sufficiente a consentire di allacciare il bullone al più vicino appiglio del telaio. Se nei pressi di questo bullone ce n'è un altro, la soluzione ideale è forare entrambe le teste e legare assieme i due bulloni. Se il bullone è dotato di dado, invece di forare la testa, si forerà trasversalmente il dado dopo averlo serrato sul bullone, quindi lo si bloccherà con una copiglia.

4. Equipaggiamento elettrico

Per sistemare piccole noie all'impianto elettrico, conviene portare sempre con sé un voltmetro e 2-3 metri di cavo elettrico unipolare di 1,5 mm2 di sezione. Da non dimenticare assolutamente il nastro adesivo isolante. In mancanza del voltmetro, ci si può dotare di una lampadina 12 V da luce di posizione inserita in un portalampada recante due cavetti stagnati, con estremità libere munite di morsetti a coccodrillo. Il voltmetro o la lampadina saranno utilissimi per controllare l'efficienza di un circuito e localizzare esattamente eventuali interruzioni del passaggio della corrente elettrica.

5. Controllo dell'equilibratura di una ruota

Imprimere manualmente una certa rotazione alla ruota, quindi lasciare che si fermi progressivamente. Segnare con un gessetto il cerchio nel punto più vicino al terreno. Ripetere più volte l'operazione: se la ruota si ferma sempre in punti diversi, significa che non ha bisogno di equilibratura; se invece si ferma sempre nello stesso punto, occorre procedere all'equilibratura.

6. Equilibratura di una ruota

Naturalmente l'operazione riesce al meglio se effettuata con gli strumenti ed i contrappesi a disposizione di qualsiasi gommista, ma può capitare di doverla eseguire anche in luoghi disagiati e con mezzi di fortuna. Avendo cerchi con ruote a raggi metallici (la normalità per le moto da enduro, che più facilmente di altre possono aver bisogno di questo intervento) non è difficile: basta disporre di un po' di filo di piombo (acquistabile presso i rivenditori di articoli per caccia e pesca) e di nastro adesivo.
Una volta constatato il punto in cui la ruota si ferma regolarmente, si avvolgono alcune spire di filo di piombo vicino al punto di origine sul cerchio del raggio opposto a quello corrispondente al punto segnato col gessetto. Si fa nuovamente girare la ruota: se questa si arresta nello stesso punto di prima significa che il contrappeso è ancora insufficiente e bisogna aumentare il numero di spire del filo di piombo; se si arresta nel punto in cui si è avvolto il filo, vuol dire che il contrappeso è esagerato e va alleggerito.
Continuare per tentativi fino a quando la ruota si fermerà in punti diversi ad ogni prova. A questo punto, bloccare in posizione le spire con una leggera fasciatura di nastro adesivo.

7. Controllo dei cuscinetti dello sterzo

Mettere la moto sul cavalletto centrale e, tenendo la ruota anteriore sollevata da terra, afferrare con le mani le estremità inferiori della forcella e tentare di muoverle avanti e indietro con forza. Non si deve percepire alcun gioco; in caso contrario, a meno che non si possieda adeguata esperienza, rivolgersi a un'officina meccanica.

8. Controllo dei cuscinetti della ruota

Porre la moto sul cavalletto centrale. Afferrare la ruota con le mani in due punti diametralmente opposti del pneumatico e cercare di forzarla trasversalmente. Non si deve percepire alcun gioco. In caso contrario, rivolgersi ad un'officina, anche perché spesso per estrarre i cuscinetti delle ruote occorrono utensili particolari.

9. Controllo del perno del forcellone

Porre la moto sul cavalletto centrale. Afferrare con una mano un tubo del telaio della moto e con l'altra scuotere lateralmente, con forza, un braccio del forcellone. Non si deve percepire alcun gioco. In caso contrario, a meno che non si possieda adeguata esperienza, rivolgersi ad un'officina.

10. La moto non si avvia

Può essere un guasto all'impianto elettrico. Per prima cosa verificare che non ci siano fili staccati o rotti. Se tutto è a posto, svitare una candela, montare la sua pipetta ed appoggiare la candela ad una superficie metallica del motore, quindi agire sul pulsante dell'avviamento elettrico e verificare che scocchi regolarmente la scintilla fra gli elettrodi della candela. In caso che ciò avvenga, l'ipotesi del guasto elettrico diventa poco credibile (ma non si può escludere).
Può essere una semplice "ingolfatura". In questo caso, svitando una candela si dovrà constatare non solo che la scintilla scocca regolarmente, ma che l'interno della candela è bagnato o umido. Smontare tutte le candele, pulirle, asciugarle, far compiere col sistema di avviamento elettrico qualche giro al motore a candele smontate, quindi rimontarle e provare di nuovo.
Può essere che la benzina non arrivi al carburatore. Verificarlo staccando il tubetto dal rubinetto del serbatoio. Se la benzina c'è, ma non scende, può essere tappato il rubinetto, oppure si è intasato in qualche modo il foro di uscita del carburante dal serbatoio. Potrebbe anche essere colpa dello sfiato del tappo di rifornimento, otturato da sporcizia o (succede) dal borsone appoggiato sulla sua sommità.
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