La Tecnica

L'acquisizione dati nel Mondiale Superbike

23 giugno 2005    Invia ad un amico


Per diventare vincente un team motociclistico ha bisogno di molte cose: tanto per cominciare di moto competitive. Inoltre di piloti di talento, meccanici preparati ed esperti, un grande spirito di squadra e informazioni.

Un bel po’ di informazioni.

Il modo in un cui la squadra riesce ad accumulare ed utilizzare le informazioni – operazione che va sotto il nome di acquisizione dati – può darti quei decimi di secondo al giro che possono fare la differenza. Questo piccolo vantaggio è quello che può fare la differenza tra la vittoria e un piazzamento molto meno esaltante.

La Winston Ten Kate Honda cura con grande accuratezza l’acquisizione dati che vengono incrociati con le sensazioni dei piloti per prendere decisioni cruciali riguardo alla messa a punto.

Nell’area Superbike del box Winston Peter Bom si serve di una notevole mole di hardware – sensori, cavi, computer portatili – mentre nella parte Supersport Gerard van Laar è responsabile al tempo stesso dello sviluppo della ciclistica e dell’acquisizione dati.

Le Winston Honda sono equipaggiate con una buona dozzina di sensori dislocati in tutte le parti più importanti della moto per tenere sotto controllo la velocità delle ruote, temperature dell’acqua e dell’olio, il voltaggio della batteria, escursione delle sospensioni, giri motore, posizione dell’acceleratore, accelerazione, decelerazione, pressione di freni e frizione, selettore del cambio e molto altro. Mentre la moto è in pista tutti i dati vengono raccolti in un disco rigido e scaricati nei computer ogni volta che il pilota torna ai box.

La mole di informazioni è enorme per cui è necessario separarle in canali diversi. Peter e Gerard hanno il compito di organizzare e interpretare i dati prima di metterli a disposizione dei tecnici e dei piloti.

“Non tutto quello che ci serve può essere dedotto dallo studio dei dati” spiega Peter Bom “e non conta quanti sensori hai dislocato sulla moto. Ci sono alcune aree grige che non possiamo indagare, intanto perché sulla moto c’è un pilota che pesa 70 chili e la sua “interferenza” sul comportamento del mezzo non può essere simulata al computer.”

Peter dice che i piloti devono far ricorso alla loro sensibilità di guida. “A questo livello è necessario che il pilota riesca a guidare superando il problema anche senza esserne pienamente consapevole. Per esempio se la forcella è troppo soffice, il pilota è portato a frenare in modo meno aggressivo per compensare l’effetto.”

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