La Tecnica
Honda: un motore molto longevo...
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Il motore più longevo? E' tutt'ora in vita, anzi gode di ottima salute. Era il 1958 quando un imprenditore giapponese tra i tanti del dopoguerra lo mise in produzione: la moto era il Super Cub 100 Honda.
Negli anni '50 il mercato giapponese richiedeva motori economici e robusti per rispondere alle esigenze di mobilità di una nazione la cui economia stava ripartendo in fretta. I due tempi erano svantaggiati per i consumi elevati e anche Honda dovette affrettarsi ad affiancare alla sua prima moto di serie, la Dream tipo D con motore 100cc una nuova moto a quattro tempi, la Dream tipo E con cilindrata 150: nel 1951 rappresentava lo stato dell'arte tra i motori motociclistici grazie alla distribuzione a valvole in testa, quando tutti i concorrenti offrivano motori a valvole laterali derivati dalle macchine agricole.
Questa moto che già aveva in sé il seme del successo Honda -la fiducia nelle soluzioni tecnologiche più ardite- fu quella che diede la svolta alla storia della Casa, proiettandola grazie alle cospique vendite verso un florido futuro.
Spinto dal successo commerciale della Dream E nasce qualche anno dopo il nuovo motore ancora più avanzato tecnologicamente: alla fine degli anni '50 quando la norma erano le aste e i bilancieri il Cub 100 adottava la distribuzione monoalbero in testa con comando a catena ed aveva il layout di un motore moderno. Monocilindrico orizzontale raffreddato ad aria, distribuzione a due valvole monoalbero, lubrificazione a carter umido e frizione multidisco.
Ad oggi pare che il Cub abbia raggiunto nelle varie versioni e cilindrate quota 30 milioni di veicoli venduti e fa impressione pensare che nella sua lunga carriera abbia visto sfilare i vari Guzzino, Stornello, tutte le MV e le Gilera...
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