La Tecnica

Speciale caschi: come si producono (parte 1)

Giorgio Papetti 15 giugno 2004    Invia ad un amico


La scelta e l’acquisto di un casco va ben oltre l’obbligatorietà del medesimo e spesso sfocia nell’irrazionale, se non addirittura nella follia pura. No si spiegherebbe altrimenti cosa spinge incoscienti di ogni età e ceto sociale a mettersi in testa una scodella valida al più per proteggere un ciclista in gita al parco, sacrificando la propria incolumità sull’altare della moda del momento.

Molto meglio l’irrazionalità dettata dalla passione per la moto, e perché no da un pizzico di sano esibizionismo, che ci porta a spendere cifre considerevoli pur di indossare un casco che è la replica pressoché identica di quello usato dal nostro pilota preferito. Investire in sicurezza è sempre un buon affare e anche se è scontato, non ci stancheremo mai di dire che è meglio acquistare un casco race al top, anche se non vedrà mai la pista, piuttosto che affidarsi a prodotti di bassa qualità di marche sconosciute, magari costruiti con materiali scadenti e omologati all’estero in modo da evadere più facilmente i controlli sui lotti di produzione.

Sulla sicurezza si è già detto molto e gli ultimi numeri delle riviste hanno più volte affrontato il discorso delle omologazioni e dei test. Ci sembra pertanto superfluo ritornare sull’argomento, anche perché su Internet si trovano tutte le informazioni del caso. Ci limiteremo a dare qualche indicazione di base, utile più che altro per leggere l’etichetta che per legge deve essere applicata al casco. Al contrario, riteniamo estremamente interessante spiegare come vengono oggi realizzati i caschi, che differenze ci sono in termini di materiali, processi produttivi e protezione offerta, quali sono le fasi salienti della produzione, quanto il mondo delle competizioni e il marketing influenzano l’ideazione dei nuovi modelli.

In poche parole, cercare di comprendere quanto e quale lavoro si cela dietro a un qualsiasi casco di marca acquistato in negozio. Attraverso questa analisi daremo anche risposte a domande che spesso ci sentiamo fare, sfidando probabilmente qualche luogo comune: perché un casco in fibra costa molto più di uno in policarbonato? Come mai un casco replica è molto più costoso del medesimo modello monocromatico? Un prezioso casco in fibra è più sicuro di un modello più economico in policarbonato? Se spendo di più per un casco avrò la possibilità di riutilizzarlo anche a fronte di una caduta?

Cominciamo subito col dire che a livello di sicurezza, tra un buon prodotto in policarbonato e un buon prodotto in fibra non ci sono praticamente differenze in quanto i caschi vengono sottoposti agli stessi test e ai medesimi criteri di omologazione. Il principale vantaggio dei caschi in fibra è la maggiore leggerezza, e quindi un livello di confort generalmente più elevato. Essendo inoltre dedicati in linea di massima a motociclisti più esigenti, i caschi in fibra prevedono spesso l’utilizzo di componenti più costosi per le prese d’aria (per esempio il titanio al posto della plastica), tessuti di rivestimento più sofisticati, visiere piane per l’utilizzo in pista con meccanismi di sgancio rapido e possibilità di applicare le visiere a strappo.

Questi particolari incidono ovviamente sul costo complessivo, ma sono solo in parte la causa del notevole divario di prezzo esistente tra un casco in policarbonato e un casco in fibra. Il motivo predominante è infatti da ricercare nel processo produttivo, profondamente diverso per le due tipologie di prodotti. Per comprendere queste differenze siamo andati a visitare la sede principale della Agv, dove si producono i caschi in fibra, e la sede della Nolan, dove si producono i caschi in policarbonato.

Per completezza di informazione ricordiamo che Agv produce anche caschi in policarbonato, per lo più marchiati MDS, e Nolan produce anche caschi in fibra, commercializzati col marchio X-Lite (oltre al N93 commercializzato come Nolan, ma realizzato con tecnologie X-Lite). Non avendo come obiettivo la comparazione dei prodotti, abbiamo preferito visitare le due aziende focalizzando il nostro interesse sulla produzione che meglio le rappresenta a livello commerciale. Dalle interviste fatte ai responsabili marketing, progettazione e produzione, nonché dalla visita ai due stabilimenti, è nato questo approfondimento che vuole essere anche un omaggio a due aziende che ci rappresentano nel mondo sia su strada sia nelle competizioni.

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