La Tecnica

Yamaha YZF R1 2002: analisi tecnica

Tratto da Superwheels 11 marzo 2002    Invia ad un amico


DAL PUNTO di vista tecnico la YZF R1 costituisce una splendida sintesi di anni di esperienze e di sviluppo dei tecnici della Yamaha sui quadricilindrici di eleva tissime prestazioni. La moto è un autentico capolavoro di compattezza, di leggerezza e di modernità, con una ciclistica che, come nessun'altra, si avvicina a quella della GP della stessa Casa e con un motore ulteriormente evoluto a livello di ogni dettaglio.

Siamo di fronte a un quadricilindrico in linea con un rapporto corsa/alesaggio (0,78) solo lievemente superquadro rispetto ai canoni più moderni. E al tempo stesso, un motore che respira in maniera assolutamente eccellente e che è in grado di fornire una potenza specifica molto elevata senza dover girare particolarmente forte. Al punto che la velocità media dei pistone al regime di potenza massima risulta appena superiore ai classici 20 metri al secondo, che oggi costituiscono un valore tutt'altro che esasperato (al punto che viene superato da almeno un motore automobilistico di serie).

E l'unica con cinque

LA CASA dei tre diapason è da anni fedele alle cinque valvole per cilindro, per i suoi motori di prestazioni più elevate e di cilindrata unitaria maggiore. Questa strada è stata provata a lungo e con ingente dispendio di mezzi da diversi Costruttori di motori di elevate prestazioni (tra i quali, tanto per fare un paio di esempi, Ferrari e Lamborghini per le loro realizzazioni di Formula Uno di alcuni anni fa e BMW per alcuni formidabili propulsori sperimentali) ed è interessante osservare che oggi viene seguita solo dalla Audi e dall'Aprilia (Rotax) per mezzi nei quali si è particolarmente ricercata l'erogazione ai medi e bassi regimi, e non certo la potenza di punta.

Va anche sottolineato come, dato il grande "affollamento" di organi mobili per ogni cilindro, la prima generazione dei motori Yamaha a cinque valvole fosse dotata di una testata in due pezzi (una testa vera e propria sulla quale veniva imbullonato n "sopratesta" nel quale erano ricavati i supporti degli alberi a camme e gli alloggiamenti per le punterie). Con il motore della R1 la Casa è finalmente passata alla testa monoblocco, realizzando un autentico capolavoro di arte fusoria (o di compattezza).

Come vogliono i canoni della più avanzata scuola quattrotempistica nel campo dei policilindrici di prestazioni più elevate, la distribuzione è bialbero con comando a catena piazzato lateralmente; gli eccentrici agiscono su punterie a bicchiere. Il manovellismo, curatissimo con i suoi pistoni stampati e con una segmentatura ulteriormente rivista, è realizzato con uno schema oramai standardizzato per i quadricilindrici in linea, dato che prevede un albero monolitico che lavora interamente su cuscinetti a guscio sottile e che è munito di cinque perni di banco. Le bielle sono state oggetto di un'attenta riprogettazione. Il blocco cilindri, di tipo opendeck, non è amovibile ma è ricavato direttamente nella parte superiore dei basamento.

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