La Tecnica

Il molibdeno

Tratto da Superwheels 04 gennaio 2002    Invia ad un amico


Alcuni metalli, pur presentando caratteristiche molto interessanti, in meccanica trovano impiego principalmente come componenti fondamentali di alcune leghe, sotto forma di riporti o come elementi base per la produzione di composti utilizzati in settori diversi (come ad esempio quello dei lubrificanti).

E' il caso del molibdeno, metallo piuttosto pesante (ha una densità di 10,22 kg/dmc), dotato di un elevato modulo elastico (325 GPa, ovvero una volta e mezzo quello dell'acciaio), di un coefficiente di dilatazione termica molto ridotto (circa la metà di quello dei ferro) e di un elevatissimo punto di fusione: ben 2610 °C (valore superato, tra i metalli, solo dal tungsteno, e dai rari osmio, tantalio e renio). Il molibdeno ha una buona resistenza a trazione ma una durezza piuttosto bassa; la resistenza alla corrosione è molto buona, ma al di sopra dei 600 °C questo metallo si ossida.

Si tratta di un elemento di notevole importanza nel nostro settore in quanto presente in percentuali importanti in molti dei migliori acciai, sia da bonifica sia da cementazione, nonché in svariate superleghe a base di nichel. La sua aggiunta migliora la temprabilità, la tenacità, la durezza e la resistenza ad usura (e allo scorrimento viscoso) delle leghe ferrose.

Uno dei migliori acciai per la realizzazione di telai in tubi è quello al cromo-molibdeno (impiegato ad esempio sui modelli più performanti della gamma Ducati). Per le bielle con testa scomponibile e per gli alberi a gomiti monolitici si utilizzano diversi acciai da bonifica di elevate caratteristiche meccaniche contenenti molibdeno. E' il caso dell'eccellente 38 Ni Cr Mo4, tanto per fare un esempio. Le bielle Carrillo sono quasi sempre realizzate in 40 Ni Cr Mo7 (ovvero SAE 4340). In Italia trova impiego, per la realizza zione di alberi a gomiti speciali - destinati a motori da competizione - il formidabile 30 Ni Cr Mol 2 V.

Passando agli acciai da cementazione, per le bielle con testa in un sol pezzo lavorante su rullini come pure per gli alberi compositi, si utilizzano largamente gli ottimi 16 Ni Cr Mo-12 e 18 Ni Cr Mo5. Anche vari acciai da nitrurazione contengono apprezzabili quantità di molibdeno, come nel caso dei 30 Cr Mol 2, utilizzato per realizzare spinotti molto sollecitati.

Per quanto riguarda le superleghe, forti percentuali di questo metallo sono presenti in quelle della famiglia Hastelloy, in alcuni Nimonic, negli Udimet, negli Inconel 617 e 713 e in materiali come quelli dei gruppo Renè, sviluppato dalla Generai Electric per la fabbricazione delle palette delle turbine a gas.

Un ampio impiego il molibdeno lo trova sotto forma di riporto, come quello applicato, in genere mediante spruzzatura al plasma, sulla superficie di lavoro di svariati segmenti per pistoni. Riporti di questo elemento vengono talvolta applicati alle superfici laterali della testa delle bielle in titanio. Va infine ricordato un composto dei molibdeno che viene largamente impiegato sia come lubrificante a secco sia come additivo nei grassi, il bisolfuro. Talvolta esso è utilizzato come polvere dispersa in una resina che viene quindi applicata sul mantello dei pistoni.


Anche gli acciai da cementazione utilizzati per molti alberi e per molte bielle con testa lavorante su rullini contengono il molibdeno come legante.


Non di rado sui mantelli dei pistoni vengono applicati dei sottili riporti anti-ingranamento a base di bisolturo di molibdeno (o di grafite, altro ottimo lubrificante a secco).


Gli acciai da bonifica ad alta resistenza impiegati per produrre gli alberi a gomiti monolitici contengono spesso notevoli percentuali di molibdeno.


Le bielle in titanio (materiale che tende a grippare con relativa facilità) sono spesso dotate di riporti a base di molibdeno sugli spallamenti laterali della testa.
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