La Tecnica

Speedway, passione pura

Mauro Mezzaroma 02 gennaio 2002    Invia ad un amico


Approfittando della prima prova di qualificazione del Campionato Mondiale Individuale di speedway che si è tenuta sul circuito di Terenzano nei pressi di Udine, siamo andati a dare un'occhiata ai mezzi, davvero particolari, che i "gladiatori" della guida di traverso utilizzano in questa affascinante disciplina motociclistica.

Le moto da speedway non hanno niente a che vedere con le moto in commercio e sono concepite esclusivamente per l'utilizzo sull'ovale "sporco" e per esclusivamente intendiamo veramente escluderne in modo assoluto altri usi. Anche le moto più estreme e specialistiche, come quelle da trial o da GP, possono essere utilizzate su strada, magari con difficoltà, ma in definitiva, a parte il Codice della Strada o il buonsenso e supponendo di averle casualmente a disposizione, non esiste qualcos'altro che potrebbe impedire di prendere la Beta di Lampkin o la Yamaha di Biaggi e farsi un giro sotto casa, se non altro perché almeno queste moto hanno i freni.

Avete letto bene, le moto da speedway non hanno i freni, nemmeno uno straccio di freno. I piloti di speedway per rallentare possono solo utilizzare l'effetto freno del motore, dotato di un notevole rapporto di compressione, per poi intraversare la moto al momento di cambiare direzione o del bloccaggio come uno sciatore sopra gli sci. A vedere questi ragazzi arrivare ai box con il gas chiuso per poi improvvisamente piegare la moto sul lato destro ed appoggiarla al volo sulla particolare pedana che le equipaggia sembra tutto molto facile, ovviamente lo è per loro, non crediamo però possa esserlo per il neofita che avrebbe sicuramente i suoi bravi problemi.

Altra caratteristica peculiare delle moto da speedway, e ci riferiamo a quelle utilizzate sul circuito classico di circa 400 metri, è l'assenza del cambio. La particolare conformazione del tracciato, un ovale simile a quello di una pista da atletica leggera, non permette un utilizzo vantaggioso di più rapporti in quanto non esiste un rettilineo lungo dove sviluppare grandi velocità, l'unico rapporto utilizzato permette sia partenze brucianti, sia accelerazioni decise tra le due curve.
Se poi avete proprio deciso di stupire i vostri amici, portando al motoraduno questo bolide "bruciasemafori" (ovviamente su carrello come tutte le moto da competizione), dovrete procurarvi il metanolo necessario ad alimentare il suo monocilindrico supercompresso.

In realtà, a parte la mancanza di freni, la mancanza del cambio, l'alimentazione a metanolo (e potremmo continuare con la mancanza della sospensione posteriore), basterebbe un rapido sguardo per capire di trovarsi davanti ad una moto superspecializzata, costruita con un solo intento, viaggiare il più rapidamente possibile in curva, di traverso e su una pista non asfaltata. Trovarsi di fronte una moto da speedway e pensare di avere trovato qualche vecchia moto degli anni trenta magari un po' strana è questione di un attimo. In effetti non ci sono stati chissà quali cambiamenti tra i modelli costruiti nei primi decenni del ventesimo secolo e quelli attuali.

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