Prove moto

Ipertest Yamaha TDM 900 2002

Tratto da Superwheels 13 dicembre 2001    Invia ad un amico


FUERTEVENTURA - L'oceano è lì, a due passi. La spiaggia si estende per chilometri a perdita d'occhio, fino a fondersi all'orizzonte con il cielo cupo e plumbeo. Il mare è irrequieto, frastagliato con irregolarità dalle folate di vento provenienti dal Continente, ma basta un momento di bonaccia e uno squarcio fra le nubi affinchè il sole torni a scaldare con insospettabile fervore l'atmosfera. E proprio in questi momenti, specie se ci si titrova a qualche chilometro dalla costa, può venire il dubbio di trovarsi alle soglie del deserto, dato che nell'entroterra la brulla vegetazione cede facilmente il passo a lunghe distese sabbiose.

E' con il contorno di quest'atmosfera surreale che è stato festeggiato, sull'isola di Fuerteventura (arcipelago delle Canarie), il compleanno della Yamaha TDM, il decimo per la precisione, suggellato con la presentazione del suo nuovo volto. Che, a guardarci bene, non è nemmeno la novità più eclatante, visto che oltre ai nuovi tratti somatici e alle nuove grafiche, la ventata di novità ha comportato soprattutto una notevole evoluzione a livello meccanico.

La terza generazione della poliedrica bicilindrica giapponese sarà disponibile dai Concessionari a partire da gennaio 2002, ad un prezzo indicativo di poco inferiore ai 19 milioni di lire chiavi in mano. Che corrispondono, listini alla mano, ad un esborso di poco superiore a quello che si deve affrontare oggi per entrare in possesso di quella "vecchia". Ma con il plus di un notevole valore aggiunto, maturato con la mirata modifica dei punti deboli del modello precedente.

In più per la nuova "900 twin" è prevista una nutrita serie di accessori, anch'essi disponibili a partire da gennaio: tra i principali citiamo le borse laterali e il top case (strettamente derivati da quelli adottati sulla FJR 1399), il cavalletto centrale, le manopole riscaldabili, due parabrezza maggiorati ed il paracoppa. Giusto per mettere bene in chiaro che la nuova nata di casa Yamaha ha aspirazioni che vanno ben oltre la canonica gita fuori porta.

DESIGN E ALLESTIMENTO

L'OPULENTO frontale dice molto della TDM. Esprime infatti, nel felice connubio tra le superfici tese dei cupolino e quelle tondeggianti della panciuta "semicarena", il principio ispiratore di questa motocicletta. La quale deve sprizzare grinta, viste le doti dei propulsore e della ciclistica, ma non può discostarsi troppo da quella paciosa immagine di "tranquilla" moto per l'uso di tutti i giorni che ne ha decretato il successo di vendite.

Lo "sguardo" accigliato è quello di sempre, inconfondibile, ma il robusto make-up ha sortito l'effetto di incattivirlo: il doppio proiettore a parabola multifocale, infatti, è letteralmente proteso in avanti e verso il basso, quasi a voler mordere la strada. E a fargli da cornice ci sono il nerboruto cupolino - dotato di un quanto mai succinto plexiglass - e un atipico parafango anteriore felicemente tormentato da spigolosi capricci stilistici.

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