Prove moto
Ducati 998 2002: prova in pista
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Vallelunga, il sole batte l'asfalto con una forza inconsueta per il mese di ottobre. Dopo il cartello dei centocinquanta metri mi rialzo bruscamente per la staccata, tirandola più violenta del necessario per sollecitare le reazioni della ciclistica. Giù due marce, bruscamente, per entrare nella "Cimini" in terza. Subito alla corda per allargare fino al cordolo esterno, impostando in una traiettoria unica le due curve, forse le più belle e tecniche del tracciato laziale.
Nel punto di massima piega l'asfalto ha un'ondulazione, un saliscendi che sulle prime mozza il fiato per il timore che l'avantreno possa alleggerirsi bruscamente. La nostra Ducati 998 Testastretta però non ha la minima esitazione: quando l'asfalto sale le sospensioni si comprimono leggermente per poi estendersi con progressione, senza il benchè minimo ondeggiamento, permettendoti di spalancare il gas e trovarti già con la terza al limitatore a metà della seconda curva. Diavolo, forse andrebbe fatta in quarta, ma il muretto così vicino all'uscita non è troppo incoraggiante...
E' questa la sintesi della nuova Ducati, un grande equilibrio ottenuto grazie alle qualità del telaio, alla buona messa a punto delle sospensioni e soprattutto ad un motore davvero sorprendente. Il Testastretta spinge in maniera talmente costante ed uniforme da sembrare quasi fiacco; come già sperimentato con la 996R, non c'è più quel vuoto ai medi regimi che preparava ad una "botta" di coppia in grado di mettere in difficoltà i meno esperti, adesso la progressione è estremamente lineare - forse addirittura troppo! - e ci si può permettere di giocare senza timore con la manopola del gas, sicuri di non suscitare mai reazioni troppo brusche da parte del bicilindrico bolognese.
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