Prove moto

Eta…Beta!

Giorgio Papetti 13 novembre 2009    Invia ad un amico


Facendo il verso a un celebre personaggio Disney Beta estrae dal cilindro, o meglio dai pantaloni per restare in tema, tre moto completamente nuove che nulla hanno a che spartire con la vecchia generazione delle RR nata sulla base di un accordo che prevedeva l’utilizzo dei motori monoalbero Ktm. Togliamo subito ogni dubbio e mettiamo a tacere chi cerca sempre di vedere il marcio dove proprio non c’è. Non è che Beta ha deciso in fretta e furia di creare tre nuove moto perché Ktm non gli dava più i motori. Il progetto RR sin dall’inizio era stato pensato per un’evoluzione in questa direzione, ma in Beta sono persone serie e avevano preferito proporre da subito un prodotto maturo e affidabile anziché partire con qualcosa di totalmente nuovo, usando gli utenti come “cavie” per affinare la produzione. Ricordiamo che le prime RR risalgono al 2005 e già nel 2006 gli ingegneri (affiancati da Jarno Boano e Donato Miglio), si sono messi all’opera per sviluppare quello che potremmo definire lo step 2 della gamma, ovvero le moto che per prime sfruttano i nuovi motori 4T realizzati internamente da Beta, al pari del nuovo telaio. Le RR 2010 non sono pertanto un semplice upgrade delle RR 2009, a cui è stato innestato il nuovo motore, ma moto totalmente nuove in cui la progettazione ha perseguito l’ottimizzazione di tutte le componenti. Più leggere e notevolmente più agili, le nuove RR mantengono la caratteristica di essere moto pensate in primis per gli appassionati di ogni livello. Ora però rappresentano anche un’efficace base di partenza per i piloti che con poche modifiche desiderano puntare in alto. Esteticamente le moto sono piacevoli, caratterizzate da plastiche studiate espressamente per contenere le dimensioni e migliorare l’ergonomia di guida. Molto pratica la sella, che si può rimuovere facilmente premendo un pulsante. Sotto il fianchetto sinistro trova posto la trousse degli attrezzi, una finezza che permetterà al pilota di limare ulteriormente il peso e che assicura all’amatore la certezza di avere sempre con sé un kit minimo senza doverselo portare nel marsupio o nello zaino. A dare un tocco racing ed esclusivo contribuiscono le parti anodizzate e la componentistica di altissimo livello. Non mancano neppure utili accessori, come paramani e piastra paramotore in alluminio. Sui modelli in prova erano assenti le protezioni per il telaio, ma sicuramente saranno disponibili almeno come optional assieme all’elettroventola da posizionare sul radiatore destro.

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