Prove moto

Yamaha FJR1300AS: tecnologia amica

Giorgio Papetti 10 agosto 2009    Invia ad un amico


Ingiustamente sottovalutata in Italia rispetto alle sue reali potenzialità, la FJR1300 rappresenta la moto da turismo per eccellenza secondo Yamaha e su questo modello il colosso giapponese ha concentrato tanti sforzi per offrire un prodotto ai massimi livelli in termini di handling, qualità costruttiva e tecnologia applicata. Il risultato è una eccellente moto da turismo, stabile come poche altre ma altrettanto gustosa nel misto e caratterizzata da un grande bilanciamento e una sistema frenante da riferimento.  

Oltre le mode                                                           

Rivista esteticamente l’anno scorso, pur senza stravolgimenti, la FJR1300 è una moto caratterizzata da una linea classica e senza tempo. Nessun azzardo, ma tanta sostanza per macinare chilometri in pieno relax e ben protetti dall’ampio parabrezza regolabile elettricamente, caratterizzato da un’ampia escursione e da un funzionamento impeccabile anche alle alte velocità. L’indole turistica traspare anche dalla sella, ampia e regolabile in altezza, dalle pedane che assicurano un buon confort anche sulle lunghe distanze, dalla possibilità di regolare il manubrio per adattare la posizione alla taglia e allo stile di guida e dai tanti particolari che rendono questa Yamaha una piacevole compagna di viaggio. La qualità costruttiva è altissima e anche i più piccoli particolari sono molto curati. Basti pensare che i fari sono regolabili separatamente tramite pratici pomelli a portata di mano, che il vano portaoggetti (con presa da 12V integrata) è protetto da una serratura elettrica che si sblocca solo quando diamo contatto con le chiavi (così possiamo lasciare senza timore anche oggetti di valore), che gli attacchi per le borse sono perfettamente celati da coperchi in plastica per non rovinare l’estetica della moto e che gli specchietti possono essere ripiegati sia in avanti che indietro per ottimizzare gli ingombri. Ovviamente anche il cruscotto è da vera ammiraglia e oltre a integrare un completo computer di bordo (però non prevede la possibilità di attivarlo tramite un interruttore al manubrio) assicura una perfetta leggibilità degli strumenti in ogni condizione di luce. I tecnici hanno studiato attentamente l’ergonomia a bordo e i flussi d’aria sia in entrata sia in uscita, non solo per quanto riguarda quelli che investono direttamente il pilota ma anche per quelli che potremmo definire secondari, come l’aria che fuoriesce dalla carenatura. Anche con i 35 gradi con cui si è svolta la prova il calore emanato dal potente quadricilindrico è assolutamente sopportabile, al pari di quello generato dai silenziatori che non infastidiscono per nulla l’eventuale passeggero, che tra l’altro gode anche di una protezione per le scarpe. Sulla versione AS oggetto di questa prova sono di serie anche le manopole riscaldate, regolabili con un termostato posto sulla cover superiore sinistra della carenatura.  La linea nell’insieme è imponente e non possiamo certo definirla avveniristica. Ma chi fa turismo in moto non è troppo incline alle mode del momento e preferisce un prodotto destinato a durare nel tempo senza che diventi obsoleto dopo poche stagioni. In Questo la FJR1300 è un grande classico, con linee piacevoli e protettive che anche fra 10 anni non toglieranno nulla al gusto di macinare migliaia di chilometri. 

pagina 1/4 Pag. successiva 
Ultime prove:
Yamaha XJ6: poca spesa… tanta resa

Honda VFR 1200 F

Sherco 3.0i-F: la moto per tutti

Aprilia RSV4R: special di serie

Ducati Hypermotard Evo: sotto il vestito, tutto!

Yamaha Teneré: un classico sempre di moda

Victory Hammer S: L\'altra faccia dell\'America

Ducati 1198S: lunga vita al traction control!

Eta…Beta!

Harley-Davidson Electra Glide Ultra Classic Limited Edition: L\'evoluzione del Mito

Copyright © Nexus Web Services