Prove moto

Suzuki Gladius: nuda essenza della moto

Carlo "Guerra" Martini 25 giugno 2009    Invia ad un amico


Le naked rappresentano una pingue fetta dell'attuale mercato italiano delle due ruote. Le quattro grandi giapponesi e le case europee si sfidano ferocemente e senza esclusione di colpi sul tema della moto da strada senza carena. C'è chi punta sull'originalità dello stile, chi sul fascino della meccanica, chi sulle prestazioni più sportive, chi sul prezzo più accattivante.

La Suzuki Gladius si è da poco inserita nella sfrenata competizione tra le nude di media cilindrata, con i requisiti per fare un figurone su tutti i fronti.

La linea. I designer di Hamamatsu hanno realizzato una moto che, sebbene priva di elementi particolarmente originali, colpisce per l'armonia delle sue forme, semplici e accattivanti. Poche ricercatezze, pochi orpelli, masse concentrate nella parte centrale, sella sottile e sinuosa, codino sparato in alto, faro a riflettore multiplo (che ricorda quello di una elitaria naked nostrana), e la Gladius gratifica l'occhio.

"Bella". Ce lo sentiamo ripetere con cadenza regolare, ai semafori e nei parcheggi, e siamo certi che i nostri interlocutori si riferiscono alla moto.

Lo scarico è corto come la moda impone. Il serbatoio bicolore pare appoggiato sulle travi superiori del telaio, si raccorda sinuosamente con gli snelli fianchetti, e le sue svasature laterali lasciano ampio spazio alle ginocchia del pilota.

Montiamo. L'abitabilità della Gladius è buona, anche per il motociclista di statura medio-alta, che non rimpiange il comfort delle grosse enduro o delle pachidermiche gt. Ci appollaiamo sullo strapuntino posteriore, a mo' di esperimento, e capiamo che il passeggero ideale dev'essere preferibilmente compatto e dotato del giusto spirito di adattamento. Gli sono comunque concessi un bel paio di maniglioni e una porzione di sella non troppo esigua. Ruotiamo la chiave di accensione; il cruscottino s'illumina e i cristalli liquidi ci si mostrano in tutte le loro potenzialità informative. La messa in moto è possibile soltanto con la frizione premuta, anche se il cavalletto laterale si trova in posizione di riposo.

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