Prove moto

MV Agusta F4 312RR: l\'aereo

Edoardo Licciardello 11 maggio 2009    Invia ad un amico


Correva l’anno 1999 quando Massimo Tamburini lasciò il mondo a bocca aperta per la seconda volta, sollevando il drappo che copriva la F4, degna erede di quella Ducati 916 che qualche anno prima aveva provocato la stessa, sbalordita, reazione. Nella sua prima versione da 750cc (cilindrata scelta all’epoca per il mai realizzato progetto Superbike) creò nuovi riferimenti per la categoria delle sportive sul piano ciclistico, pur lasciando qualche dubbio sotto quello del motore. Dubbi dissolti abbastanza in fretta con la versione a cilindrata piena – ovvero di 1000cc – qualche anno dopo, i cui limiti stavano solo in un’erogazione brusca e appuntita, da specialisti, ma non certo nella cavalleria.

Di acqua, sotto i ponti, ne è passata tanta. Tanto che la superlativa ciclistica, costantemente evoluta con piccoli tocchi che non ne hanno stravolto né i principi ispiratori né (sacrilegio…) l’estetica, è passata quasi in secondo piano rispetto alle mostruose prestazioni motoristiche erogate delle ultime versioni del quattro cilindri a valvole radiali Made in Varese. Già, perché alla ricerca di cavallerie che le facessero mantenere l’irrinunciabile parità – se non superiorità – prestazionale con le rivali, il motore della F4 è stato prima evoluto con il sistema di aspirazione a geometria variabile (che ha fatto scuola, visto che un paio di concorrenti sfruttano l’identico principio…) sulla serie limitatissima CC – le iniziali del patron Claudio Castiglioni, per chi se lo stesse chiedendo – e poi, pur rinunciando alla possibilità di correre, portando la cilindrata a 1078cc, ricavando questa 312RR, dove il 312 indica… la velocità massima.

Non abbiamo avuto la possibilità di verificare se le dichiarazioni di MV Agusta in merito alla velocità massima siano veritiere o meno – fuori dall’anello di Nardò diventa impresa difficile, oltre che pericolosa per l’incolumità del pilota e della sua patente – ma, ve lo assicuriamo, basta una spalancata di gas in sella alla RR per far pensare che, forse forse, non si tratta della solita boutade da ufficio marketing.

Passiamo a vedere com’è fatta - date un'occhiata anche alla nostra Photo Gallery, già che ci siete - per poi raccontarvi come va sul tracciato di Misano…
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