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Prove moto

BMW K1200R Sport: l'insospettabile

(25 luglio 2008)

Edoardo Licciardello


TEPPISTA IN GIACCA E CRAVATTA

 

C’erano una volta le BMW con il quattro cilindri a sogliola: mezzi con una discreta potenza, curva di coppia più piatta di uno specchio e grandi qualità di macinatrici di chilometri. Peccato che, se le ambizioni del pilota andassero oltre quelle di sciropparsi centinaia di chilometri con il comfort di una berlina, e sconfinassero invece verso il gusto nella guida sportiva del misto di montagna, occorressero doti di manico spaventose per superare i limiti intrinseci di schemi motoristici e ciclistici nati nei primi anni ’80 e, ormai, decisamente superati dalla concorrenza.

 

Dopo segni di risveglio arrivati con le ultime 1200 RS e GT uscite a cavallo del cambio di millennio, nel 2004, con la K1200S, la casa di Monaco ha inaugurato quel nuovo corso che ha minato tutti i preconcetti della clientela sportiva rispetto al marchio dell’elica. Come sarebbe a dire, quattro cilindri frontemarcia? 170 cavalli? Una BMW? Che dovrebbe girare al Nurburgring in quanto?

 

C’è poco da girarci attorno: le BMW avevano un’immagine consolidata di mezzi validi, affidabili, efficienti ma noiosi. L’ultimo aggettivo non andava proprio giù ai ragazzi della casa dell’elica, e se non fosse bastata la K-S, l’anno dopo hanno ribadito il concetto con la stralunata versione R, iniziando a conquistarsi l’attenzione di un pubblico molto attento ad aspetti quali la potenza massima, le qualità dinamiche nella guida sportiva, l’immagine giovane e aggressiva… insomma, quella clientela che, fino a qualche anno prima, si sarebbe ammazzato dalle risate al solo pensiero di comprare una BMW.

 

Il dato era tratto: subito a seguire sono arrivate le boxer HP, l’impegno nel mondiale endurance, e le prime, vere, foto delle prime uscite in pista di quella che poi è diventata l’attuale S1000RR, che l’anno prossimo Xaus porterà in gara nel mondiale Superbike.

 

Restava però una nicchia scoperta, nella gamma a quattro cilindri prodotta in quel di Monaco di Baviera. C’era la sportiva veloce S, la naked R, ma mancava una proposta per chi ama la guida rialzata delle naked ma storce il naso davanti all’assenza di protezione aerodinamica. Una versione semicarenata, di quelle che tanto piacciono ai nostri cugini europei ma che da noi non hanno mai attecchito troppo. E’ bastato prelevare il cupolino della R1200S, aggiustare un po’ la ciclistica di conseguenza e il gioco è fatto: signore e signori, ecco a voi la R-Sport. Una moto che, dietro l’apparenza elegante e raffinata, nasconde una cattiveria degna di un serial killer. Ecco, avete presente Patrick Bateman, il personaggio di Christian Bale in “American Psycho”? La K1200R Sport è così: elegante e sofisticata fino allo snobismo di fuori, e allo stesso tempo capace di scatenarsi come una belva alla minima provocazione.

Unione dei due mondi, compromesso perfetto, teppista elegante, definitela come volete: il punto è che, sulla carta, si tratta di uno dei mezzi più versatili e completi attualmente sul mercato. Potenza da ipersportiva, ciclistica sofisticata, dotazione da… BMW. Purtroppo anche il prezzo è in linea con la tradizione della casa di Monaco, ma date retta: la sostanza, come potrete leggere in seguito, c’è tutta.

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