Prove motoSuzuki B-King: "The Finger of God"(22 aprile 2008) |
La guardi, la osservi, e nel bene o nel male la più muscolosa delle naked ti stupisce. Intimorisce anche, con quegli scarichi esagerati sparati verso l’alto come a voler urlare. E urlano davvero, ma non subito perché la B-King sa anche essere docile come poche altre.
Di primo acchito la linea lascia sconcertati, sembra veramente la moto di un robottone giapponese anni ’80. Prima però di dare un giudizio definitivo occorre a nostro avviso attendere un po’. Farle un giro intorno con calma, osservare i molti particolari: l’esagerato design della parte posteriore, il gruppo ottico che ingloba la strumentazione, il commutatore d’accensione inserito sul serbatoio assieme ai comandi per il computer di bordo e la gestione delle mappature (selezionabili solo con il motore in folle), il gommone posteriore, le pinze radiali, i bei raiser del manubrio, l’enorme serbatoio che in realtà è composto per gran parte dei convogliatori che portano aria alla cassa filtro (e infatti contiene poco più di 16 litri).
Tanti aspetti che in alcuni casi proprio non vanno giù per essere esagerati senza alcuna reale motivazione, ma che sommati trovano una loro ragion d’essere. Sembra quasi che i progettisti abbiamo voluto creare una belva pronta per essere spogliata. In effetti cambiare radicalmente la linea della B-king alleggerendola di molto non è poi così difficile. Immaginate di assottigliare il retrotreno con una scarico singolo sotto sella e magari di rimuovere gli enormi convogliatori attaccati al serbatoio sostituendoli con due tubi di immissione stile Baby Speed. Fantasia? Neanche troppo perché agire su questi particolari non è poi così difficile e il risultato potrebbe essere sorprendente.
Motore e ciclistica
Estetica a parte, quando si parla della B-King lo sguardo inevitabilmente dopo un po’ si posa sul piatto forte, quello che colpisce il palato: il motore. Un 4 cilindri 16 valvole da 1.340 cc, lo stesso montato sulla mitica Hayabusa (solo ingentilito un po’) che anche da spento evoca immagini che fanno a botte con il Codice della Strada. La massima espressione della tecnologia Suzuki regala 183 Cv, ma soprattutto una coppia di ben 150 Nm a 7.200 giri e una linearità di erogazione entusiasmante.
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