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Prove moto

Honda CB1000R: Esagerata!

(19 aprile 2008)

Edoardo Licciardello


MADE IN ITALY. AND IN JAPAN.

 

Potrete anche non crederci, ma è davvero così: la CB1000R è nata in Italia. Pensata da Vito Cicchetti, immaginata da Paolo Cuccagna, ed estrapolata da Daniele Lucchesi. Insomma, Made in Italy, o meglio Made in Rome, anche se leggenda vuole che la maxi naked secondo Honda sia stata concepita a Milano, complici un aeroporto bloccato per neve e… un po’ di tempo da perdere con foglio e matita.

 

Ma finché si resta nel campo dei disegni è tutto facile, il problema è rendere industrializzabile quello che cuore e cervello vorrebbero guidare. A questo hanno pensato gli uomini di casa madre, guidati dai Project Leader Wakita e Kobayashi: a Tokyo sanno benissimo come si fanno le moto, anche quelle impossibili – ricordate la NR750? Beh, il team giapponese e quello italiano hanno lavorato ad un livello di sinergia quasi incredibile. In Italia si disegnava, in Giappone si limava e si dava il benestare. A sentir parlare i ragazzi di Honda Italia, le obiezioni mosse sono state infatti davvero poche, la collaborazione è stata strettissima, e forse... beh, forse a Tokyo si sono resi conto – se ancora non fossero bastate “opere” come la Hornet 600 – delle capacità del team italiano. E giustamente, la filiale italiana va davvero fiera di quanto poco la casa madre abbia sentito il bisogno di modificare il lavoro di Honda Italia.

 

Un po’ perché in Giappone si sono resi subito conto dell’importanza della CB1000R, e un po’ perché il team del centro stile di Roma il suo lavoro lo sa fare per davvero. Guardate il bozzetto iniziale e la moto definitiva – le dedicheremo un servizio completo nei prossimi giorni: ci vuole poco a capire che se il design del primo schizzo è tanto vicino alla moto che arriva dai concessionari, fra i due team non ci sono stati grandi contrasti.

 

Potreste pensare che io stia esagerando: tutto sommato, stiamo parlando di una Hornet…  e invece no. Non commettete l’errore di chiamarla con il nome della sorellina minore, o con quello della 900 che l’ha preceduta, perché se con la 600 i punti in comune in fondo ci sono, con la vecchia 900 non condivide davvero nulla. Dove la Hornettona era elegante e compassata, la CB1000R (R, non F, non so se cogliete) è grintosa, modaiola e “ignorante”, come si dice in Romagna, dove l’aggettivo non ha alcuna accezione negativa, ma descrive invece qualcosa di verace, in grado di suscitare emozioni e distinguersi dalla massa.

 Basta con le chiacchiere: andiamo a guardarla da vicino. E se volete un consiglio, fatelo anche voi, agli Honda Festival di Monza (oggi e domani) e Misano (10 e 11 Maggio), ma anche in occasione degli appuntamenti Honda in the City.
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