
APPARENZA E SOSTANZA
Ci sono moto che si devono affidare a campagne pubblicitarie di grande impatto per avere appeal. Altre che richiedono una cartella stampa spessa due dita per convincere il giornalista poco più che scafato del fatto che la moto sia pienissima di soluzioni fantascientifiche, che sia la “più migliore” del mondo, o quantomeno del suo segmento. Altre si affidano a più o meno marcate somiglianze con lontane parenti che corrono.
La Delirio non ha bisogno di nulla di tutto questo. Basta posarle lo sguardo addosso e vedere che non è una moto che ha bisogno di ispirarsi ad altre, anzi, se mai è fra quelle che le tendenze le creano. E se poi lo sguardo lo si fa scorrere, si rischia di farsi venire il capogiro. C’è fibra di carbonio un po’ dappertutto, le piastre d’alluminio ricavate dal pieno ipnotizzano… e più la si guarda, più la si guarderebbe, alla costante ricerca di un dettaglio in più.Inutile stare a girarci attorno: in Bimota le moto le sanno fare. Anche adesso, in un momento storico in cui è sempre più difficile migliorare prodotti di grande serie, visto che hanno raggiunto livelli prestazionali e qualitativi impensabili solo qualche anno fa, una delle “special di serie” fatte a Rimini riesce sempre a distinguersi già dal primo sguardo che gli si posa addosso. Ancora di più con questa inedita Delirio “R”, che migliora ulteriormente il già eccezionale livello qualitativo della versione… standard, se così si può chiamare una Bimota.
Ci restava il dubbio se le doti dinamiche fossero all’altezza di tale e tanta dotazione, per cui, alla prima occasione, non ci siamo fatti scappare la possibilità di verificare in prima persona, sul tecnicissimo nuovo tracciato di Misano, se la naked secondo Bimota mantenesse quanto promesso.