La specie si evolve. Scooter e moto si fondono, e nasce una nuova razza di due ruote. Un potente bicilindrico raffreddato ad acqua di grossa cubatura, un telaio solidissimo, coperture di sezione importante, impianto frenante con tre grossi dischi, trasmissione finale a catena (novità nella categoria), una carena mediamente protettiva. E anche una comoda seduta per pilota e passeggero, un ampio sottosella, un variatore accoppiato ad una robusta frizione a innesto centrifugo. Tutto questo e molto altro è il Gilera GP 800, che si presenta sul mercato come il nuovo riferimento della categoria, il due ruote dalle prestazioni più elevate tra quelli che hanno uno spazio vuoto tra la sella e il manubrio, e vengono per questa ragione chiamati ancora scooter.
Nel mirino del management Gilera c'è inevitabilmente il T-Max, il nemico per eccellenza. Sul fronte del design, la lotta è molto dura. Il best seller nipponico, grazie anche ai recenti ritocchi, gode di un'immagine dinamica, rassicurante ed extremely trendy, che lo rende onnipresente negli urban meeting points e desideratissimo dai pregiudicati per reati contro il patrimonio.
L'impegno che i progettisti Gilera hanno profuso nel GP 800 trasuda da ogni punto di osservazione. Le fiancatine sinuose, i maniglioni posteriori ben armonizzati, il moderno portatarga, le pedane per il passeggero, il bel sellone a due piani poco sfalsati, e parecchi dettagli che rimandano al family feeling Gilera a due anelli: il doppio terminale di scarico, il fanalino posteriore a led, ottimamente raccordato, il cruscotto con i grossi tachimetro e contagiri, il faro sdoppiato. La parte anteriore può suscitare qualche perplessità. Non è sgradevole, ma non esprime con la necessaria originalità l'indole del nostro GP 800, incontrastato sovrano della battaglia prestazionale degli hyper-scooter.