Prove motoTriumph Rocket III(15 febbraio 2008) |
First look“Mamma quant’è grossa”… il pensiero mi sorge spontaneo. In effetti la Triumph Rocket III a prima visto sconcerta con la sua opulenza, le dimensioni più che abbondanti, l’abbondanza di curve. Poi, come si fa con una bella donna, lo sguardo inizia a posarsi sui tanti particolari di pregio, sulle abbondanti cromature, sull’evocativa scritta 2300cc. E subito il tutto assume un aspetto più armonico, il susseguirsi di forme curvilinee attrae, la simmetria dell’avantreno intriga. Inoltre qui di plastica ce n’è veramente poca, ovunque troviamo solido metallo cromato o verniciato con cura.
È il momento da salire o, meglio, scendere, la sella è molto bassa, 74 cm, adatta anche a persone sotto il metro e settanta. L’ampia seduta mi accoglie morbidamente e subito cerco sotto i piedi i comandi di freno e cambio, abitudine alle moto “stradali”, e subito il primo impatto con il mondo delle cruiser ovvero le pedane molto avanzate che sulle prime mi sconcerta e non trovo molto comodo. Il resto appare proprio dove ce lo attendiamo, un’ottima strumentazione composta da due orologi separati e di forma ogivale, motivo ripreso poi anche dai fari e dalle frecce in chiara simmetria, e un ampio e sagomato manubrio dove trovo però dei comandi luci e accensione in plastica abbastanza povera, non certo adeguata all’alto livello di finiture del resto del mezzo. La strumentazione è completa e dotata anche di spia della riserva, senz’altro adeguata alla tipologia di mezzo. Nulla da eccepire sulle leve di freno e frizione, addirittura regolabili nella distanza dal manubrio, particolare di pregio e non sempre presente fuori dal mondo delle moto sportive.
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