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Prove moto

Honda CBR600RR: diabolicamente perfetta.

(15 febbraio 2008)

Edoardo Licciardello


DOMINATRICE DI CATEGORIA

A cavallo fra anni ’80 e ’90 c’era un saltatore d’asta, Sergej Bubka, che grazie al giusto mix di potenza fisica, tecnica e… una buona dose d’astuzia, ha dominato in lungo e in largo la specialità. Una delle sue caratteristiche era di non esagerare mai. Ogni volta, migliorava di poco il suo record, e restava così costantemente il punto di riferimento mondiale. Se seguite il mondiale dedicato alle derivate di serie, e nello specifico la categoria Supersport, avrete già capito dove voglio arrivare.

Senza nulla voler togliere alle capacità dei geniali preparatori del team Ten Kate, è stata la casa madre a fornire quella base tecnica sempre un po’ più aggiornata, sempre un po’ migliore del modello precedente, che ha consentito al marchio dell’ala dorata di fregiarsi di sei – sei – titoli supersport consecutivi. La supersport “made in Tokyo”, dopo la splendida, ma un po’ interlocutoria nei contenuti, versione FS, ha rotto gli indugi. Con il modello RR, è finalmente diventata quella mini-Fireblade che tutti i fan gli chiedevano da lungo tempo a gran voce.

Il richiamo alla RC211V del primo modello era a dir poco evidente, tanto da indurre qualcuno a pensare che – date le tempistiche di sviluppo di un modello di serie – fosse stata la stessa MotoGP Honda ad essere disegnata “a scopi promozionali” sulla falsariga delle CBR stradali. Speculazioni a parte, la prima RR ha zittito istantaneamente e con decisione tutti i detrattori della casa di Tokyo, che accusavano la CBR600 di troppa polivalenza, mancanza di carisma sportivo, prestazioni poco emozionanti. Insomma, di non essere affilata quanto le rivali.

Bella da togliere il fiato, la RR 2003 aveva il principale difetto di un’erogazione ai bassi e medi regimi davvero troppo fiacca. In pista il problema era ovviamente relativo, su strada, però, dove non si può far sempre urlare il motore su regimi a cinque cifre, si doveva sudare non poco. La versione “riveduta e corretta”, del 2005 (trovate la prova qui) migliorava la situazione, tanto che all’epoca rilevammo il solo difetto di una taratura un po’ “schizofrenica” di forcella e mono. Andiamo a vedere se anche questo difetto è stato eliminato…

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