Prove moto

Test: Kawasaki ZR 7S e ZRX 1200S 2001

Tratto da Superwheels 01 giugno 2001    Invia ad un amico


JEREZ DE LA FRONTERA - è la ridente cittadina spagnola, patria del flamenco e famosa per gli allevamenti di cavalli e di tori da corrida, a fare da splendida cornice ad un appassionante test dinamico: quello delle nuove Kawasaki ZR-7S e ZRX 1200 S. Finalmente, dopo la presentazione dello scorso Salone di Monaco...

Alt! Scusate. Cancellate tutto. Come non detto. Cioè, le Kawasaki sono sì le due ZR anzidette, ma prima di proseguire con l’ameno preambolo vogliamo mettervi al corrente di ciò che è accaduto in quei giorni, funestati da una caparbia malasorte. Tutto è iniziato con una coda interminabile sulla tangenziale Est, poi con uno sciopero del personale dell’aeroporto, il conseguente ritardo del volo Milano-Madrid e la perdita della coincidenza. Quindi con l’arrivo a destinazione in piena notte, con una sveglia all’alba per assistere alla (rimandata) conferenza stampa e infine con una partenza per il test su strada sotto la pioggia battente. Poi la situazione è migliorata, ma solo per prenderci in giro. Con il sole, splendente durante il tempo dedicato alle foto dei colleghi, che scappava immancabilmente dietro una nube.

I dispetti del sole e la pioggia antipatica non ci hanno però impedito di provare a fondo le due seminaked Kawasaki. Che ci sono piaciute, accidenti se ci sono piaciute! Quella grossa, soprattutto. Tanto che, anche se ora sapete il motivo, siamo davvero dispiaciuti di non essere riusciti a regalare immagini adeguate al carattere esplosivo della ZRX 1200 S che, grazie all’aumento di cilindrata, si è trasformata in un vero e proprio gustosissimo toro da corrida.

La versione provata - che si distingue per la "S" in coda alla sigla - è quella con il generoso cupolino protettivo e il doppio faro anteriore. Questo accessorio la rende più versatile, trasformandola da divertente naked per brevi sparate fuoriporta, in una confortevole granturismo. Può darsi che la stessa moto sia stata vista pure nelle versioni naked e “R” (con un cupolino squadrato di piccole dimensioni), ma per il momento questi due modelli non sono importati.

La maxi della gamma, che è in vendita a 20.190.000 lire chiavi in mano, è affiancata dalla ZR-7S, anch’essa nata naked (con sigla ZR-7) e poi arricchita di un analogo cupolino protettivo. In questa categoria il suo ruolo è quello di rappresentare una proposta più accessibile, sia nel prezzo (che è di poco superiore ai 14 milioni chiavi in mano), sia nell’uso. La 750, infatti, è ben più facile da gestire della muscolosa 1200, e per questo è indicata ad un pilota di minore esperienza, oppure a chi usa la moto tutti i giorni in città. La versione in prova - al contrario di quanto detto a proposito della ZRX 1200 S che ha subito numerosi aggiornamenti - è derivata da quella nuda senza modifiche tecniche di rilievo.
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