Prove moto
Honda Hornet 2007: topless al top

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Due anni. È il tempo che ci mette di solito una Casa giapponese per rimettere mano a una sua moto; nell’anno “buco” cambiano semmai le colorazioni. Alla Honda Hornet, per vedere qualcosa di diverso da un ritocco all’erogazione, una ritaratura alle sospensioni, un microlifting alle fiancatine, di anni ne sono serviti quasi dieci. Colpa del complesso di superiorità della prima della classe, quella che ha fatto vedere come una “nuda” potesse campeggiare nelle posizioni alte delle classifiche di vendita, e che quindi non poteva fare altro che avere paura di peggiorare, che è poi lo stesso problema che vive, in maniera ancora più marcata, l’altra “nuda” per antonomasia (italiana, bicilindrica, uguale a stessa da più di dieci anni e che ha fatto vedere come una naked potesse non essere brutta, spartana, obsoleta nella tecnica e economica).
La Hornet 2007 è finalmente un’altra cosa e non solo nel design, rivoluzionato anche contro ogni rispetto per il family-feeling. È prassi per la categoria montare motori di origine sportiva, derivati da carenate con qualche stagione sulle spalle: la Hornet, invece, è equipaggiata con lo stesso, grintoso propulsore - manco a dirlo ovviamente addolcito – della CBR600RR ‘07 (e così ha finalmente l’iniezione elettronica, con buona pace dei limiti Euro3). Di sportivo ha pure il telaio, visto che adesso è un monotrave in alluminio. Di entry-level (come è sempre stata considerata questa moto) resta il prezzo: 7.700 euro. Ma è davvero ancora una nave-scuola?
Vista da fuori
Ci sono moto che, appena entrano nella visuale dello specchio retrovisore, si riconoscono a colpo d’occhio: parla il faro. Così è sempre stato per i due “occhietti” della Triumph Speed Triple, per esempio, e così è sempre stato per il faro tondo della Hornet. La nuova versione non ha immediatamente raccolto i favori degli osservatori perché non ha (ancora) questo linguaggio.
Il gruppo ottico anteriore ha oggi uno sviluppo verticale a doppia lampada: si nota che la foggia è stata studiata per rievocare il profilo dell’ala del logo Honda, ma non è del tutto immune da un effetto déjà-vu. Cambia aspetto anche la vista posteriore, in parte per il passaggio del gruppo ottico da un’unità tradizionale a un faro a LED, e tanto per il posizionamento dello scarico: il terminale lascia la sua sede sotto la fiancatina destra e “viaggia” ora affiancato al forcellone. È invece la silhouette del serbatoio a mantenere un vago ricordo della vecchia versione: le dimensioni crescono (a tutto vantaggio della capacità di carburante) e gli incavi si accentuano, ma fa ancora molto Hornet.
Come va
Delle migliaia di persone che si stanno portando a casa il nuovo “calabrone” una buona parte, per spiegare la scelta, se ne uscirebbe con l’aggettivo “facile”, come sempre è stato per
che se spalanchi il gas un po’ deciso ti devi appendere al manubrio perché quel motorino lì da 100 CV è una bomba. Vuol dire che se devi andarci a fare l’esame per
La prova della Honda Hornet 2007, completa di rilevamenti strumentali, è pubblicata su Euromoto di luglio a pag. 52.
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