Prove moto

Honda SH 300i

Carlo "Guerra" Martini 02 luglio 2007    Invia ad un amico


Tra le ultime novità di Honda Italia c'è l'SH 300 i. La cartella stampa di questo "ruota alta" (che potete facilmente trovare sul sito www.hondaitalia.com), nel magnificare le doti dello scooter, sottolinea quanto il mezzo sia "cool" e destinato a fare tendenza. Confesso, con poca diplomazia professionale, di trovare molto più cool il mio frigorifero. L'SH non è brutto, tutt'altro, ma mi coinvolge emotivamente come una coda alla Posta.

E' con questo pregiudizio che affronto il test.

A soffocare, non solo metaforicamente, l'entusiasmo della prova, c'è inoltre il fatto che lo scooter è equipaggiato con il parabrezza originale Honda offerto come optional. Se la temperatura fosse sotto lo zero e il trasparente fosse perfettamente pulito, potrei anche apprezzarlo. Con trenta gradi e un sottile strato di polvere, che crea alla luce del sole fastidiosissimi riverberi, il parabrezza si trasforma in un oggetto di tortura che mi costringe a sporgermi di lato per vedere e respirare. Inoltre l'intelaiatura che lo sorregge è parecchio voluminosa e non pare ben armonizzata al contesto. Se non bastasse, il bordo del trasparente è percorso da una guarnizione in gomma che si pone esattamente davanti agli occhi del pilota.

Dimentichiamo queste sfavorevoli condizioni al contorno e analizziamo con obbiettività l'SH.

Il cruscotto ha un design piacevole e discreto, e fornisce le informazioni più importanti. Le lancette degli indicatori analogici (tachimetro, indicatore livello carburante e termometro acqua) si eccitano al massimo all’atto della rotazione della chiave di accensione, codificata con il classico (per Honda) HISS. Con la chiave si comandano anche il bloccasterzo, l’apertura del sottosella e quella del bauletto.

L’SH è confortevole, la seduta è corretta, le ginocchia angolate a novanta gradi (per i tester di gamba medio-lunga). Lo spazio a disposizione dei piedi, sulla pedana piatta, è sufficiente, non abbondante. Sulle sella non ci si stanca, neanche nei lunghi tragitti. Il passeggero, poi, è trattato come un principe e appoggia i piedi su due originali pedane pieghevoli a forma di pinna di tursiope.

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