Prove moto
CBR600RR: piccola peste
(15 luglio 2005)
SUPERSPORT O MOTOGP?
Quanto ci sia di vero nel fatto che la CBR600RR attinge a piene mani dalla tecnologia che ha creato la RC211V non ci è dato saperlo: quanto è marketing e quanto è invece vero? Impossibile dirlo – l’unica conclusione che si può trarre in merito riguarda l’indubbia somiglianza estetica fra l’ipersportiva stradale e la migliore delle MotoGP. Ma caso vuole che la 600RR, vitaminizzata dal team Ten Kate, stia dominando il mondiale Supersport dall’anno della sua nascita. Altrettanto impossibile trovare miglior testimonianza della competitività di una 600 che non sia la vittoria in un campionato del mondo di tale livello di “cattiveria” e importanza commerciale, che pure mantenga uno stretto legame con la produzione di serie.
La 600RR è un modello filosoficamente importantissimo, in casa Honda. E’ stato il primo 600 con cui la casa di Tokyo ha abbandonato la sua filosofia di versatilità a tutti i costi per poter produrre una supersportiva senza i compromessi imposti da un modello “F” o “F sport” che fosse. E sappiamo tutti come Honda, prima di compiere un passo del genere (pur mantenendo a listino l’alternativa umana e comunque sempre attuale) ponderi accuratamente la questione.
Un modello importante, dicevamo, che da due anni a questa parte ha risposto con decisione alle sfide portategli dalla concorrenza, in un campo in cui il livello della competizione è cresciuto a ritmi vertiginosi negli ultimi anni, tanto da stritolare letteralmente – con la complicità della classe 1000 – quella 750 una volta tanto importante dal punto di vista sportivo e commerciale.
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