Prove moto
Bimota SB8R 1999
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Un'occasione d'oro, quindi, per una casa come la Bimota, da sempre impegnata nella realizzazione di ciclistiche di elevato livello tecnologico costruite "attorno" a propulsori di alte prestazioni. L'innesto del bicilindrico giapponese in una moto estrema, dall'impostazione sportiva e senza compromessi, si chiama SB8 R.
Questo modello è stato concepito, sviluppato e messo a punto sui circuiti, partecipando a competizioni di endurance, con l'obiettivo dichiarato di raggiungere la competititività nella categoria SBK. E per questo il suo aspetto è quello di una moto da corsa con la targa e le luci, e non quello di una sportiva stradale con una spiccata predilezione per l'uso in pista.
È stata realizzata con largo impiego di componentistica sopraffina ed è di fatto una fuoriserie: chi opta per la SB8 R non desidera certamente un veicolo da utilizzare tutti i giorni e neppure una moto sportiva con la quale però è possibile compiere qualche viaggetto.
Cerca invece una race replica senza compromessi, che associa lati estremamente positivi (emozioni, prima di tutto, poi prestazioni eccezionali) ad altri fortemente negativi: la posizione di guida è costretta, il comfort è molto limitato e pure la fruibilità è ridotta (il posto per il passeggero non è nemmeno previsto). Infine c'è il prezzo. È tra i più alti in assoluto, e chiarisce definitivamente la categoria della SB8 R: quella delle sportive esoteriche.
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