Prove moto

Aprilia SXV: forma, sostanza e risultati

Enrico Manara 18 gennaio 2005    Invia ad un amico


INTRODUZIONE

Aprilia torna nel settore off-road e lo fa a modo suo, rivoluzionando gli schemi. Quando tutti oramai sembrano orientati verso architetture standard, raggiunte dopo anni di affinamenti compiuti a piccoli passi, ecco arrivare la rivoluzionaria SXV a distinguersi in modo netto da tutta le concorrenza. Il coraggio di osare messo in mostra dalla Casa Veneta è stato però ben calcolato: Aprilia è riuscita così a progettare qualcosa di totalmente originale senza renderlo fine a sé stesso, dimostrandolo con una vittoria nel mondiale Supermoto al primo tentativo.

TECNICA E DESIGN

Bellissima e diversa. Non assomiglia a niente di già visto, e nessuna è così bella. Il motore bicilindrico è tanto compatto che ci si ritrova a cercare il secondo cilindro dietro al telaio, per vedere se c'è davvero.

Questa moto è nata con gli input che tutti i designer e progettisti sognano: carta bianca. Il risultato doveva essere un mezzo in grado di stupire per l'originalità ma vincere per le prestazioni. I primi bozzetti, esposti in occasione di questo test, evidenziano come siano state prese in considerazione un numero molto alto di soluzioni, con differenti telai, sovrastrutture e motorizzazioni, tanto che inizialmente il motore rappresentato era un monocilindrico!

Per raggiungere prestazioni di livello superiore si è fatta la scelta coraggiosa dei due cilindri. Motoristi telaisti e designer hanno cominciato così un difficile lavoro sincronizzato che ha permesso di arrivare a tempo di record ad un mezzo straordinariamente diverso e competitivo. Il motore ha un angolo tra i cilindri di 77° ed è dotato di un raffinato sistema di iniezione sviluppato interamente all'interno del reparto corse Aprilia.

Ogni soluzione tecnica è stata sviluppata con l'obiettivo di ridurre ai minimi termini dimensioni e pesi del motore. La distribuzione con un solo albero in testa permette di avere un ingombro in altezza molto ridotto mentre la coppia più fluida rispetto ai monocilindrici di pari cilindrata ha permesso di realizzare ingranaggi del cambio più piccoli e leggeri. Anche l'albero motore è leggero e molto compatto, per via della ridotta corsa del pistone. Questo permette di ottenere inerzie molto inferiori rispetto ad un monocilindrico, quindi maggiore maneggevolezza e grazie alla cilindrata unitaria inferiore un freno motore più facilmente gestibile.

Alla fine il risultato è sorprendente. Malgrado sia dotato anche di avviamento elettrico il bicilindrico Aprilia paga alla migliore concorrenza ad un solo cilindro appena 4-5 chili in più! Non dimentichiamo che in futuro i regolamenti saranno sempre più restrittivi: con questo motore si rientra nei limiti fonometrici senza penalizzare le prestazioni e grazie alla gestione elettronica anche le emissioni gassose sono tenute sotto controllo senza difficoltà.

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