Prove moto

In pista con l' Husqvarna SM 450 R

Di Enrico Manara e Giorgio Papetti 16 dicembre 2004    Invia ad un amico


Come ricordava Darwin, l'evoluzione è un processo naturale, un dato di fatto a cui niente e nessuno può sottrarsi. Il motociclista, specie l'amante del tassello, è spesso un conservatore; sicuramente attento a tutto ciò che può rappresentare la novità, ma tendenzialmente propenso a restare su soluzioni estetiche e tecniche consolidate. Così le moto da fuoristrada sono ancora legate allo stereotipo di gente rude che le butta nei fossi e chi le vuole trasformare in motard decide il più delle volte di partire da un cross competizione per poi cambiare freni e i cerchi.

Ultimamente però le cose stanno cambiando e le case tradizionalmente legate alle competizioni hanno iniziato a proporre modelli da motard pronti all'uso; moto che con pochi interventi si trasformano in vere e proprie racing. Quello che mancava era una ventata di novità anche in campo estetico e in questo ci ha pensato Husqvarna, con il supporto di quel genio di Michel Galluzzi, creatore di vere e proprie opere d'arte, come la Ducati Monster e la Husqvarna TE 510 Centennial, la prima moto da enduro a rompere nettamente con gli schemi stilistici tradizionali.

Gli utenti e gli specialisti hanno talmente apprezzato le linee tese e filanti della 510 che Husqvarna ha deciso di estenderle all'intera gamma cross, enduro e motard. La SM 450 R protagonista della nostra prova è un esempio; basta osservare le sovrastrutture, con il serbatoio, i convogliatori, le nuove fiancatine, la mascherina anteriore e il parafango con capriata di rinforzo. Il risultato estetico è eccellente, specie nella versione rosso/bianco/nero usata per questa prova (a cui si aggiungono le classiche colorazioni giallo-blu e total-black). La SM 450 R coniuga splendidamente eleganza e aggressività in modo "discreto", senza inutili esagerazioni.

La componentistica è complessivamente di buona qualità ma ci si aspetterebbe qualcosa in più sul fronte della strumentazione, adesso costituita dal solito strumento digitale dotato di un numero di funzioni ridotto ai minimi termini. Anche le viti che fissano le sovrastrutture al telaio, particolarmente in vista, meriterebbero maggiore attenzione per diventare essere stesse un elemento estetico.

Il motore

Il motore è il collaudato monocilindrico bialbero a 4 valvole per cilindro, abbinato a un cambio a 6 marce supportato da una frizione a comando idraulico. Forti di una base di partenza molto valida, Husqvarna ha deciso di non stravolgere la meccanica, bensì di affinarla ulteriormente rispetto al modello della scorsa stagione. Le migliorie in effetti sono numerose, a partire dal nuovo carburatore Keihin MX da 41 mm. di diametro con tarature specifiche che permette una maggiore regolarità di funzionamento in tutte le condizioni di utilizzo.

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