Prove moto

Prova su trada: Yamaha FZ6

Giorgio Papetti 10 novembre 2004    Invia ad un amico


Quando decisero di mettere mano alla Fazer, i tecnici della casa di Iwata capirono subito che per contrastare il dominio della Honda Hornet occorreva un intervento radicale, volto soprattutto alla ricerca di forme e caratteristiche in grado di affascinare per il corretto mix di design, tecnologia, piacere di guida e semplicità costruttiva; aspetto quest'ultimo da non trascurare per restare attorno alla soglia critica dei 7.500 euro.



Un obiettivo difficile da raggiungere lavorando sul pur valido modello esistente; ecco perché la casa dei tre diapason ha coraggiosamente deciso di rimettersi in gioco partendo dal raffinato motore della R6 per realizzare una naked completamente nuova e adatta a un vasto pubblico. Il risultato è la nuova FZ6; una moto costruita con cura, che al ricercato design abbina prestazioni e contenuti tecnologici di assoluto rilievo.

Analisi statica

La linea della FZ6 ruota attorno ad alcuni elementi principali che la rendono immediatamente riconoscibile. Nella vista frontale è il grande faro a diamante a definire le forme e anche se ricorda un po’ troppo quello della Brutale è un elemento stilistico indubbiamente riuscito. Risulta inoltre ben integrato sia con la forcella, grazie ai pregevoli supporti di fissaggio, sia col cruscotto.

Questo è rappresentato da un grande strumento circolare che integra il tachimetro, il contagiri digitale con indicatore a barre e il moderno display Lcd che fornisce numerose informazioni, tra cui contachilometri totale e parziale, orologio, indicatore del livello carburante con scala graduata e distanza percorribile una volta entrati in riserva, indicatore temperatura di esercizio e contagiri numerico. Apparentemente un duplicato, ma che si rivela di grande aiuto per tenere sott’occhio il numero di giri quando le condizioni di luce non consentono di vedere perfettamente quello principale.

Completa il tutto la consueta dotazione di spie, che comprende diagnostica, olio, indicatori di direzione, abbaglianti e l'immobilizer elettronico di serie. Lateralmente la linea si sviluppa attorno al bellissimo telaio e al grintoso e compatto motore, impreziosito da alcuni componenti di grande effetto come il complesso leveraggio del cambio e i soffietti metallici che coprono i tubi in gomma del circuito di raffreddamento. Belli anche i cerchi a cinque razze di colore nero, mentre il telaietto reggisella e le pedane del passeggero avrebbero meritato maggiore attenzione a livello stilistico.

Salendo con lo sguardo si appezza la forma del generoso serbatoio da 19,4 litri e lo sviluppo delle fiancatine, che terminano con le grandi maniglie per il passeggero e con le belle ed efficaci protezioni anticalore per il doppio terminale collocato sotto la sella. Assieme all'esile codino, quasi completamente occupato dal faro posteriore, è proprio lo scarico a definire la vista posteriore. Malgrado la semplicità di alcune componenti, scelte dettate dalla necessità di mantenere un prezzo contenuto, la qualità costruttiva è ottima e l’assemblaggio è eseguito con precisione.

I tubi in gomma, per esempio, sono ricoperti da un doppio strato protettivo nei punti critici e perfino negli angoli più nascosti, come il vano sottosella, la parte sotto il cruscotto e le zone di passaggio dei cavi elettrici, la FZ6 denota una grande cura a garanzia di un elevato grado di affidabilità e durata nel tempo. La verniciatura, che per la carrozzeria si avvale di una nuova tecnica di applicazione dei colori metallizzati che enfatizza l'effetto brillante delle particelle metalliche, è molto curata e anche lo strato applicato sul motore e sui cerchi non mostra alcuna imperfezione. Lo stesso manubrio è verniciato nel medesimo colore del supporto integrato nella piastra superiore della forcella.

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