Prove moto
Prova: Cagiva Navigator 2000
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La prima, avvenuta solo qualche anno fa, ha rivoluzionato la ciclistica e l'estetica (le linee moderne e compatte della Gran Canyon hanno preso il posto di quelle più datate dell'Elefant); la seconda invece è stata invece soprattutto di tipo tecnico, ed ha portato ad una svolta storica: il glorioso bicilindrico Ducati, che accompagnava le Cagiva fin dall'esordio, è stato sostituito da un nuovissimo propulsore Suzuki di 1000 cm3.
Tra i due propulsori c'è un evidente gap tecnico: l'unità giapponese, di simile cubatura e identica disposizione dei cilindri (a V di 90°), ha caratteristiche tecniche ben più spinte di quella italiana. Inoltre non si deve dimenticare che è nata per equipaggiare una velocissima sport touring; questo spiega il netto salto prestazionale compiuto da quest'ultima versione dell'enduro varesina.
Nel corso degli anni questo modello ha perso gran parte dell'attitudine al fuoristrada in favore dell'uso su fondi asfaltati. Tanto che la Navigator, l'ultima nata, stabilisce un deciso definitivo allontanamento dallo sterrato. Le coperture tassellate sono sparite del tutto per lasciare posto a pneumatici di estrazione esclusivamente stradale, il cupolino è diventato ancora più protettivo ed è stata migliorata la dotazione (optional) di borse rigide. Spazio, comfort, serbatoio di grande capacità, doppio faro ellittico per viaggiare sicuri nella notte, sella ampia e sospensioni dalla generosa escursione per assicurare il comfort sui fondi sconnessi.
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