Benelli TnT: prova completa della muscolosa naked pesarese
Anche a distanza di mesi dalla sua presentazione la roadster uscita dalla matita di Adrian Morton continua a destare scalpore, scatenando accese discussioni ai tavolini dei bar. Chi la trova aggressiva, affascinate e muscolosa come nessun’altra naked oggi in commercio, chi invece per quelle sue sovrastrutture troppo estreme e fin troppo ispirate al Sol Levante la ritiene un giocattolone poco rappresentativo dello stile italiano.
Ma questo sembra essere nel Dna di ogni nuova moto Benelli; era già accaduto con la Tornado e la rottura con gli schemi tradizionali non può che fare bene al mercato, spesso occupato da moto troppo uguali tra loro. La Tnt 1130 può piacere oppure no, ma nessuno potrà dire che manca di personalità e anche grazie a quelle sue linee estreme e originali è destinata a non passare di moda nell’arco di una stagione.
Da parte nostra la troviamo intrigante, anche se siamo i primi a dire che il cupolino è troppo orientaleggiante e rappresenta l’elemento forse meno riuscito in un contesto che può vantare elementi strutturali e stilistici di pregio. Basti pensare al telaio, ai cerchi, al gruppo reggisella, al particolarissimo serbatoio, allo splendido forcellone e all’enorme tubo di scarico che spunta minaccioso sotto la sella.
Tutte componenti che affascinano per il design ricercato e che confermano ancora una volta la voglia di andare al di là degli schemi. Peccato che a tanto ben di Dio facciano da contrappunto alcuni dettagli che avrebbero meritato maggiore attenzione, come le plastiche nere che coprono i radiatori nella parte superiore, le graffette che trattengono il rivestimento della sella (ben visibili dalla vista posteriore) e qualche cavo elettrico a vista; cose di poco conto intendiamoci, che però mal si intonano con il prestigio del marchio e la classe di appartenenza della moto.
Benelli ci ha però assicurato che sui modelli 2005 anche queste sbavature verranno sistemate. Ce lo auguriamo vivamente, perché per il resto la Tnt 1130 è una moto di razza, bella da vedere ma soprattutto fantastica da guidare grazie a una ciclistica a punto e prestazioni fruibili da chiunque, o quasi.
Sì, perché la Tnt sa essere aggressiva ed esuberante come poche altre, lasciando lunghissime virgole nere sull’asfalto a ogni rotazione decisa del polso destro, ma sa anche portare a passeggio con un filo di gas grazie alla splendida erogazione del suo tre cilindri.
Questa doppia anima è un grande pregio perché in ogni condizione permette di sfruttare al meglio la moto, tanto su una tortuosa strada di montagna quanto nel traffico cittadino.