Prove moto

Buell Lightning XB12S: cuore e batticuore

Giorgio Papetti 01 ottobre 2004    Invia ad un amico


L’avevamo provata sulla pista di Adria, terreno divertente ma non certo ideale per una moto che sembra fatta apposta per garantire il massimo divertimento tanto sui percorsi ricchi di curve quanto negli scenari urbani, dove le dimensioni da moto giocattolo, le geometrie del telaio, la posizione di guida quasi crossistica e la potenza disponibile “tutta e subito” la rendono un mezzo divertentissimo per i piloti con l'esperienza necessaria per domare la sua esuberanza e godere appieno della eccezionale reattività.



Un’estetica da riferimento

Poco adatte alla pista, scomode in autostrada per via della protezione aerodinamica inesistente, prima ancora che per le doti dinamiche le naked devono affascinare per la linea, specie quelle di grossa cilindrata che in virtù del prezzo e delle potenze in gioco non possono essere certo considerate delle moto adatte ai principianti. Per certi versi rappresentano l’essenza stessa della moto.

Non sono polivalenti e nemmeno adatte a un uso specialistico, come le sportive più tecnologiche. Le vere street racer sono motore e telaio, potenza e agilità, estetica ricercata e sovrastrutture ridotte ai minimi termini. Sono moto che devono divertire anche usandole per pochi chilometri, magari giusto il tempo di raggiungere il bar e gli amici, nate per essere esibite o godute in solitaria. Tra le moto di serie che incarnano questo spirito troviamo modelli prestigiosi come Ducati Monster S4R, MV Agusta Brutale, Benelli TNT e la Buell Lightning XB12S.

Moto diverse tra loro, sia per le potenze in gioco sia per le caratteristiche tecniche, ma accomunate da una linea originalissima che le rende quasi delle special “chiavi in mano”. Le italiane svettano per potenza ed efficacia, mentre è proprio l’americana a stupire maggiormente per le dimensioni ultra compatte e le soluzioni adottate.

Scultura a due ruote

Osservando la Lightning XB12S la vista che cattura maggiormente l'attenzione è indubbiamente quella laterale, che mette in evidenza il bel andamento delle forme e molte delle soluzioni tecnologiche adottate, a cominciare dall'enorme telaio in alluminio color grafite, che funge anche da serbatoio per il carburante e che adotta il sistema Uniplanar (brevettato da Buell) per l'isolamento delle vibrazioni della catena cinematica.

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