Prove moto

Suzuki GS 500 F: stradale tuttofare

Giorgio Papetti 29 settembre 2004    Invia ad un amico


In passato le bicilindriche di 500 cc. rappresentavano una classe molto agguerrita che col passare del tempo è andata scomparendo (ma solo da noi perché in altri paesi vendono ancora benissimo); fagocitata dalle leggi del marketing e dalle scelte degli utenti, affascinati da un lato dalle potenti naked, tentati dai maxi scooter dall’altro. Andando a spulciare nei listini delle case giapponesi troviamo però dei modelli che sono ben lungi dall’essere dimenticati.

Al contrario, sarà per la crisi economica o per la voglia generalizzata di moto, le bicilindriche di piccola cilindrata sono state recentemente oggetto di piccole e grandi rivisitazioni e trovano spesso posto sulle pagine pubblicitarie delle riviste di settore. Certo non affascinano per linea e prestazioni ma dalla loro hanno numerosi vantaggi, a cominciare dal prezzo per finire con la versatilità e la grande facilità di utilizzo che le rende adatte a chiunque.

Con 5.000 euro oggi si compra uno scooter di media cilindrata, che per quando possa essere comodo e versatile non sarà mai in grado di regalare il piacere di guida di una moto, specie nei percorsi extra urbani e nei viaggi a lungo raggio. Con meno di 300 euro in più si può acquistare la nuova Suzuki GS 500 F, che anche grazie alla nuova carenatura integrale e all’assetto turistico garantisce un confort e una protezione alle intemperie che molte moto di tendenza possono solo sognare.

Razionalità al posto della ragione, bassi costi di acquisto e manutenzione contro potenza e sofisticazione tecnologica, confort e facilità contro emozioni nella guida, tutti ingredienti che rendono la GS 500 F un prodotto di sicuro interesse per chi nella moto cerca prima di tutto un mezzo di trasporto facile e affidabile.

Analisi statica



Malgrado a un esame attento si veda chiaramente che la carenatura integrale sia stata applicata a posteriori a una moto già in produzione, il risultato estetico è piacevole e contribuisce in maniera determinante a ringiovanire un progetto con parecchi anni alle spalle. Rispetto alla versione nuda, la Suzuki GS 500 F ha acquistato maggiore importanza, merito anche del telaio, del forcellone e dei cerchi verniciati di nero che conferiscono un pizzico di sportività a un mezzo che mantiene un’impostazione votata alla massima semplicità costruttiva e al confort.

La vista frontale è quella che ha tratto maggiormente vantaggio dall’adozione della carenatura per via della conformazione del cupolino, con il bel faro a sviluppo verticale che ricorda le ben più cattive Gsx-r. Solo gli specchietti stonano un po’ per via dell’eccessiva sporgenza, anche se si fanno apprezzare per l’ottima visibilità e per l’assenza di vibrazioni. Nella parte inferiore avremmo gradito una differente conformazione delle plastiche, per mascherare un po’ il senso di vuoto dato dalla mancanza del radiatore dell’acqua e la semplicità della forcella.

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