Prove moto
In pista con le Kawasaki ZX-6R e ZX-10R
|
|
INTRODUZIONE
Se bisogna identificare un modello come principale artefice della rinascita Kawasaki è facile fare venga in mente la ZX-6R del 2003, che assieme alla contemporanea Z1000 è sicuramente una delle moto commercialmente e tecnicamente più riuscite degli ultimi anni. Allo stesso modo, è altrettanto facile identificare la nuova ZX-10R come l'artefice della definitiva ri-consacrazione della casa di Akashi nel pantheon delle case dall'immagine sportiva.
Kawasaki è sempre stata una casa fortemente legata alle maxipotenze, autrice di moto grintose e decisamente ben predisposte per la guida sportiva. Ma ultimamente l'immagine si era un po' appannata: dopo la gloriosa ZX-7R le successive Ninja, pur restando moto validissime, avevano perso un po' di cattiveria, lasciando Yamaha e Suzuki a dominare (prestazionalmente parlando) il mercato delle sportive sia nel segmento delle maxi che in quello delle medie.
Le nuove proposte Kawasaki, invece, non sono decisamente state pensate con deboli di cuore o mototuristi come target elettivo. Già la 636 è una belvetta nervosa e agilissima, che offre il meglio di sé in pista, mentre la 1000, ad essere sinceri, su strada dev'essere a suo agio come li classico elefante nel negozio di porcellane. Ma non perché abbia difetti che la rendono poco gestibile o maneggevole, solo e semplicemente perché le prestazioni che è in grado di erogare sono letteralmente terrificanti, e gestire tanto motore e tale ciclistica su strada richiede tecnica e tanta concentrazione. Ma in fondo, si tratta di aspetti che rendono ancora più affascinante la nuova maxi di Akashi, che però sarebbe meglio, ribadiamo, andasse in mano a motociclisti con una buona dose di esperienza e che abbiano intenzione di portarla spesso e volentieri a sfogarsi in circuito.
In occasione del Kawasaki Day 2004 abbiamo avuto occasione di provare queste due meraviglie sportive sul difficile e selettivo tracciato di Imola, un circuito in grado come pochi di mettere in luce i difetti, ma anche di esaltare i pregi, di una moto sportiva. Inutile dire come i primi si siano rivelati davvero pochi, mentre i secondi...
TECNICA
Che già la sorellina minore non scherzi affatto lo si capisce da un primo sguardo all'avantreno, dove la ZX-6R è stata la prima 600 ad esibire orgogliosa forcella rovesciata e pinza a montaggio radiale. Il telaio è il "solito" perimetrale stampato in lega d'alluminio, così come il telaietto reggisella rimuovibile per facilitare la manutenzione. Dello stesso materiale, però lavorato con tecniche di estrusione il forcellone, allungato secondo i dettami delle recenti tendenze e regolabile nella posizione del perno.
Nonostante la cilindrata sia la stessa rispetto alla ZX-636R, il motore è da considerarsi completamente nuovo, con una testata più bassa di 10mm, diversi passaggi olio in zona distribuzione, coppa di capienza ridotta, cilindri e steli valvole lato aspirazione accorciati rispettivamente di 5 e 10mm. All'alimentazione, proprio sulla ZX-6R 2003 ha debuttato il sistema di iniezione elettronica Kawasaki con centralina a 32bit, corpi farfallati da 38mm e iniettori sottofarfalla. Una nuova configurazione con presa d'aria centrale per l'airbox pressurizzato lo rende più efficiente e leggero, mentre il sistema KCA (Kawasaki Clean Air) provvede a iniettare aria fresca allo scarico, riducendo le emissioni nocive.
|
Ultime prove:

