Prove moto
Mille chilometri con la BMW K 1200 RS
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Analisi statica
Da ferma la K 1200 RS è indubbiamente imponente, specie se paragonata alla maggior parte delle moto che vantano una potenza equiparabile, ma la bella carenatura integrale e la coda snella riescono a conferirle una linea armoniosa, per certi versi sportiva. La conferma viene soprattutto dalla vista frontale, dove si apprezza lo sforzo stilistico volto a conferire quel pizzico di aggressività senza nulla togliere all’eleganza e alla protezione aerodinamica. Belle le prese d’aria sotto il grande faro, che delineano la classica calandra BMW, così come le frecce integrate e gli specchietti retrovisori montati direttamente sul manubrio.
Ad accentuare l’eleganza e la qualità costruttiva della moto contribuisce il cruscotto verniciato in tinta con la carrozzeria, che essendo visibile attraverso il grande parabrezza diventa parte integrante della linea. Sempre nella vista frontale si apprezza il parafango carenato, composto da due parti colorate in maniera differente, mentre in quella laterale lo sguardo cade inevitabilmente sull’elaborata carenatura, che nasconde completamente il telaio e forma un tutt’uno con il serbatoio. Sul lato sinistro spicca il grande silenziatore (e sull’esemplare in prova la presa di corrente opzionale collocata in prossimità della sella), mentre sul lato opposto a catturare l’attenzione è la trasmissione cardanica e l’imponente blocco motore.
Sia il cupolino che la carenatura offrono un’ottima protezione aerodinamica. Il primo devia efficacemente i flussi d’aria fino a velocità ben oltre quelle consentite dal codice, mentre la seconda, studiata nella galleria del vento, offre una buona protezione anche alle mani e agli avambracci. La parte terminale della carenatura inoltre crea due incavi per le gambe che le riparano dall’aria e dall’acqua.
Per permettere a chiunque di trovare la migliore posizione di guida la K 1200 RS prevede la possibilità di personalizzare la posizione di numerose componenti: il vetro del cupolino può essere regolato su due differenti altezze, la leva della frizione e del freno rispettivamente su tre e quattro posizioni, la sella su due differenti altezze (770 e 800 mm.) e le pedane possono scorrere di 26 mm. verticalmente e di 30 orizzontalmente. Anche il manubrio, composto di fatto da due semimanubri che possono scorrere su staffe ancorate alla piastra della forcella, può essere spostato per adattarsi perfettamente alle caratteristiche fisiche e allo stile di guida del pilota.
I comandi al manubrio seguono la filosofia BMW, che prevede due pulsanti separati per gli indicatori di direzione, al quale si aggiunge quello di ritorno posto sulla manopola sinistra. Su questa troviamo anche il tasto di accensione, integrato nell’interruttore di arresto motore, e il tasto per il riscaldamento delle manopole (opzionale) che prevede tre livelli di intervento. Sulla manopola destra troviamo invece l’hazard, il clacson, l’interruttore per gli abbaglianti e il cruise control (anch’esso opzionale).
Complessivamente i blocchetti sono ben realizzati, anche se non spiccano per originalità, ma nella guida più sportiva, quando si tengono le mani alle estremità delle manopole, i comandi risultano difficili da azionare. Nell'insieme la qualità si mantiene su livelli di eccellenza, anche nei punti più nascosti alla vista. Solo alcuni dettagli potrebbero essere migliorati per quanto concerne l’estetica, per esempio il supporto per il terminale di scarico, le manopole e il massiccio supporto per la targa.
La sella, realizzata in un unico blocco (nel nostro caso la versione confort fornita di serie con il kit Touring), è molto confortevole anche sulle lunghe distanze, sia per il conducente che per il passeggero. Solo nella guida sportiva, quando è necessario spostare il corpo per agevolare l’inserimento in curva, risulta un po’ troppo larga. Viste le generose dimensioni è curioso constatare come il vano sottosella sia praticamente inesistente.
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