Prove moto

Prova in pista: Honda CBR1000RR

Edoardo Licciardello 03 giugno 2004    Invia ad un amico


INTRODUZIONE

Gli ingegneri Honda si sono probabilmente trovati davanti ad una sfida molto difficile al momento di definire questa nuova CBR. Da diverso tempo accusati di produrre sportive un po' troppo "morbide", si erano forse lasciati prendere un po' troppo la mano con l'incarnazione da 954cc della precedente Fireblade, creando una moto un po' ballerina, nervosa e decisamente sconcertante per chi era abituato alle proposte sportive Honda degli ultimi periodi, decisamente più malleabili di carattere e user-friendly. D'altra parte erano stati proprio quegli utenti a chiedere moto più grintose e all'altezza delle proposte della concorrenza quanto a prestazioni pure e nell'uso in circuito. Che fare?

Semplice: prendere il meglio di entrambe e metterlo insieme. Una ciclistica più stabile e armonica di quella proposta con la Fireblade del 2002, più vicina concettualmente - ma tenendo conto del progresso di materiali e tecnologia, si veda lo splendido ammortizzatore di sterzo HESD - unita ad un motore più muscoloso e prestante nei confronti della concorrenza di quello che aveva equipaggiato la versione 2000. Insomma, una ricetta più equilibrata, che possibilmente mettesse d'accordo tutti. Possiamo direttamente anticiparvi i risultati: ci sono riusciti. Certo, ci saranno gli incontentabili (o i fan di qualche altra casa) che comunque solleveranno qualche obiezione, ma i limiti della nuova CBR1000RR sono ampiamente superiori a quelli dell'utenza comune e probabilmente anche di quella un po' più smaliziata.

La Cibierrona resta godibile anche nell'uso quotidiano, ma la cosa non comporta alcun sacrificio in termini prestazionali. Gli unici fattori che sono stati considerati in fase di progettazione sono stati evidentemente la sfruttabilità e il divertimento nella guida, e gli obiettivi sono stati ampiamente centrati, come abbiamo avuto modo di verificare in un'intensa giornata di prove sul tracciato Santamonica di Misano Adriatico. Quale migliore occasione di toccare con mano le prestazioni della nuova Superbike di casa Honda?

LA TECNICA

172 cavalli sono un numero sufficiente a far tremare i polsi. I ragazzi della Honda hanno deciso di fare sul serio, e per ottenerli hanno di fatto riprogettato completamente il motore, che si avvicina alla cilindrata piena (dai 954cc precedenti è passato a 998) grazie ad un allungamento della corsa di 2,5mm pur ottenendo comunque un motore molto più compatto grazie al riposizionamento di diverse componenti. Più corto infatti di ben 50mm, è stato quindi spostato in avanti nel telaio per ottenere una distribuzione dei pesi più favorevole nell'uso sportivo. Tale soluzione ha anche permesso un allungamento del forcellone (seguendo i più moderni canoni in materia) che riduce così i trasferimenti di carico longitudinali.

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