Prove moto
Prova: Ducati 749 Dark
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INTRODUZIONE
La 749 Dark è dichiaratamente la versione d'accesso della famiglia Superbike Ducati. A voler essere sinceri fa un po' impressione considerare una moto da quasi dodicimila euro come "d'accesso", soprattutto se si valuta cosa ci si porta a casa con quei soldi dai listini della concorrenza.
Il cliente tipo della Ducati 749, però, probabilmente quei listini non li guarda neanche, essendo alla ricerca di un oggetto che gli permetta di distinguersi e gli dia un gusto un po'particolare quando sale in sella. Insomma, un cliente comunque disposto a fare qualche sacrificio in cambio di qualcosa di impalpabile, non quantificabile dai numeri di una scheda tecnica, ma prontamente verificabile da un livello di finitura non certo paragonabile alle più economiche ma anche meno curate realizzazioni provenienti dal Giappone. E in questo caso, la 749 Dark assume di colpo tutt'altro spessore.
Già, perché con i suddetti 11.795€ ci si mette in casa di fatto la 749 "base" dell'anno passato, con l'unica differenza del puntone del monoammortizzatore non regolabile. Se il vostro cuore batte con il ritmo leggermente zoppicante del bicilindrico a L di Borgo Panigale ma non avete le cifre richieste per le versioni più sofisticate delle ipersportive Ducati "powered by Testastretta", la 749 Dark potrebbe essere la moto che fa per voi. Se invece vi state chiedendo quanti soldi risparmiereste comprando una Honda CBR-RR, evitate pure di leggere oltre.
LA TECNICA
La 749 Dark, come già detto, è di fatto vicinissima alla versione standard dell'anno passato. Il propulsore, il più piccolo della famiglia Testastretta, ottiene la stessa cilindrata della vecchia 748 con misure caratteristiche differenti, aumentando l'alesaggio (di 2mm, passando da 88 a 90mm) e il diametro dei corpi farfallati, stringendo invece l'angolo compreso fra le valvole per ottenere un propulsore nettamente più vivace agli alti e propenso all'allungo in fuorigiri.
Osservando la ciclistica si notano alcune differenze rispetto alle altre versioni della 749. La dotazione in materia di sospensioni non brilla infatti per raffinatezza, ma va detto come all'atto pratico non faccia rimpiangere soluzioni più prestigiose, tra l'altro patrimonio esclusivo nella categoria Supersport delle versioni più "ricche" di casa Ducati, come a dire: le rivali giapponesi non vantano certo marchi di primo piano, sulle loro 600. Allo stesso modo questa Dark sacrifica le possibilità di regolazione dell'inclinazione cannotto di sterzo e dell'altezza del codone, strumenti sicuramente graditi ad un pubblico prettamente pistaiolo ma probabilmente mai sfruttati da chi invece si gode la moto quasi solo nell'uso stradale.
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