Prove moto
Prova su strada: Kymco Gran Dink 250
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Disegnato in Italia con l'obiettivo di soddisfare il difficile palato degli utenti europei, il Gran Dink 250 vanta una forte personalità, dettata da una linea ricercata e da proporzioni corrette per un uso urbano ed extraurbano a corto/medio raggio. Rispetto a molti suoi concorrenti di pari cilindrata è infatti sensibilmente meno ingombrante, il che si traduce in una maggiore maneggevolezza nel traffico cittadino senza penalizzare più di tanto il confort e lo spazio a bordo.
Analisi statica
Osservando il Gran Dink da più angolazioni emerge lo sforzo compiuto dai progettisti per realizzare un prodotto elegante e ben rifinito, in grado di trasmettere anche da fermo un senso di robustezza e confort elevati. A questo contribuisce la grande sella a due livelli, anche se a nostro avviso è forse l’elemento stilistico meno riuscito in quanto troppo “invadente” rispetto alla linea complessiva e penalizzante a livello aerodinamico nella guida in coppia.
Bello il frontale, caratterizzato dall'efficace faro con parabola polifocale che integra ai lati le due luci di posizione, dalla griglia a nido d'ape per il raffreddamento del radiatore e dalla conformazione sportiveggiante del parabrezza, abbastanza protettivo malgrado le dimensioni contenute (esiste però in aftermarket un parabrezza maggiorato). A rendere originale la vista frontale contribuiscono anche i due specchietti retrovisori di stampo automobilistico integrati nella carrozzeria e ripiegabili elettricamente con la semplice pressione di un pulsante posto sul blocchetto di destra, una raffinatezza utilissima quando si deve parcheggiare lo scooter in poco spazio.
L’assenza di vibrazioni favorisce la visibilità, anche se l'impossibilità di regolare l'angolazione degli specchi potrebbe creare qualche problema alle persone più alte o più basse della media. Passando alla vista laterale, oltre alla “poltrona” per conducente e passeggero si apprezza la bella protezione in acciaio cromato del terminale di scarico, che si stende fino a proteggere il collettore. Lo scudo anteriore, privo di vano portaoggetti, ospita al centro un gancio estraibile per ancorare borse e sacchetti, che trovano facilmente posto sulla pratica pedana dal fondo completamente piatto e ricoperta da un tappetino di gomma rimovibile.
Salendo verso il manubrio troviamo a destra il blocchetto multifunzione e a sinistra il tappo del serbatoio del carburante, che consente di fare rifornimento senza dover scendere dal mezzo. Questo può essere aperto con l'unica chiave utilizzata anche per l'accensione, lo sblocco della sella e l'inserimento del bloccasterzo (non è previsto un immobilizer). Il manubrio, interamente carenato con plastiche in tinta con la carrozzeria, è ben conformato e solo i contrappesi alla fine delle manopole ci sembrano un po' surdimensionati, anche se di pregevole fattura. Le leve (prive di regolazioni) e i blocchetti sono nella media, anche se avremmo preferito non vedere l’interruttore per l'accensione delle luci sulla manopola destra, inutile da quanto è in vigore l'obbligo di accendere i fari anche di giorno.
Sotto il parabrezza trasparente fa bella mostra di sé il cruscotto di tipo digitale, abbinato a una serie di spie tradizionali per frecce e indicatori di ricarica batteria, abbagliante, vano sottosella aperto e ricarica cellulare. Il tachimetro, il contachilometri (totale e parziale) e l'orologio sono digitali numerici, mentre per il contagiri, l'indicatore della temperatura del liquido di raffreddamento e il livello del carburante sono state utilizzate scale graduate a led. La sera il tutto si colora di una piacevole luce azzurra e anche di giorno non abbiamo riscontrato particolari problemi di visibilità.
L'unico neo, per altro veniale, è rappresentato dalla mancanza di serigrafie sui tre pulsantini utilizzati per impostare l'ora e cambiare la modalità di visualizzazione di alcune informazioni.
Oltre al portapacchi, che può portare fino a 5 Kg, la capacità di carico è delegata all'ampio vano sottosella, rivestito nella parte inferiore, illuminato e in grado di ospitare comodamente due caschi jet, oppure oggetti fino a un peso massimo di 10 Kg. Pregevole la disponibilità di una slitta regolabile con velcro di sicurezza per alloggiare il cellulare, che può essere alimentato utilizzando un comune adattatore per accendisigari inserito nell'apposito connettore alloggiato nel vano stesso.
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