Prove moto
Prova in pista: Suzuki GSX-R 750
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La 750 è una cilindrata che da tempo ci viene spacciata per morta: bandita dalle competizioni, è sparita progressivamente anche dai listini, incalzata dal basso dalla più economica e quasi altrettanto potente 600, e sovrastata dalla più veloce e prestigiosa 1000. La 750 ha poche frecce al suo arco, almeno sulla carta, ma come al solito i numeri non la dicono tutta. Già in passato, quelli che a bocce ferme sembravano svantaggi si sono trasformati in vantaggi che hanno portato a moto "intermedie" rivelatesi epocali. Ci siamo già dimenticati di cosa successe nei primi anni '90 con la Honda CBR900?
E' vero, i cavalli non sono quelli della sorellona da 1000cc, ma è anche vero che la differenza è davvero poca, e che la minor grinta del propulsore facilita la guida - non tutti sono in grado di gestire efficacemente le strabordanti potenze delle maxi odierne, anzi, il motociclista sportivo medio spesso va più forte quando la potenza erogata è più lineare e meno brutale. Allo stesso tempo, l'agilità della 750 non è così lontana da quella esibita da una 600, e in compenso, il vigore ai regimi intermedi permette di non piangere lacrime amarissime quando qualche sbavatura costringe ad uscire di curva con il motore al di fuori del regime ideale.
Un pomeriggio sul circuito di Adria, un po' carente sul veloce ma estremamente esigente quanto a risposta del motore ai medi regimi, è stata la miglior occasione di verificare se tale teoria fosse esatta o se la GSX-R potesse davvero rivelarsi un doppione inutile delle due sorelle. C'è davvero bisogno di dirvi com'è andata?
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