Prove moto

Anteprima: Suzuki DL 650 V-Strom

Leonardo Norsa 26 novembre 2003    Invia ad un amico


Design e allestimento

La linea riprende quella del V-Strom 1000, con un frontale voluminoso (che il mondo degli scooter stia contaminando il settore moto?) abbracciato da due muscolose fiancate, che convergono verso una sella dalla sagomatura molto accentuata. La conformazione di quest'ultima, fa apparire la moto piu' bassa di quello che è in realtà: guadagna due centimetri verso il basso rispetto alla versione maggiore, ma rimane piuttosto alta.

Il doppio faro anteriore, che caratterizza molto la linea del mezzo, riprende il filone estetico inaugurato con la prima R1, ripreso poi in molti modelli della casa di Iwata. La plancia è semplice e ordinata, con le informazioni principali ben visibili. Su tutta la vista in soggettiva spicca il parabrezza regolabile (regolazione purtroppo piuttosto laboriosa da effettuarsi con degli attrezzi). La moto nel complesso esprime qualità delle rifiniture, anche se dettagli quali la paratia paracalore dello scarico in plastica nera e i supporti delle pedane del passeggero, stonano vistosamente.

I colori proposti sono il grigio e il blu.

Comandi

Il V-Strom come tutte le piu' recenti proposte del mercato motociclistico, non ha il comando per i fari, che vengono attivati dalla chiave di accensione. Al posto del commutatore fari troviamo una pulsante che ci permette di attivare gli indicatori di emergenza (o “quattro frecce” che dir si voglia). I controlli per il resto hanno un design piacevole e sono ben disposti. Le leve della frizione e freno richiedono uno sforzo minimo, mentre la modulabilità dell'impianto non viene mai a mancare. Da segnalare la leva del freno regolabile in sei posizioni.

In sella

Salire sul V-Strom per i piloti di bassa statura non è facilissimo, sopratutto in presenza di un bauletto. Superato questo problema, in sella è molto confortevole. La moto, anche da ferma, gode di un ottimo equilibrio e il risparmio di peso rispetto alla sorella maggiore si fa sentire (ben 17 kili in meno). Il largo manubrio, e l'azzeccata disposizione dei comandi permettono una posizione di guida corretta e comoda, col busto ben dritto e le braccia rilassate.

La piccola enduro conferma la sensazione di agilità anche in movimento sfoderando una propensione ad entrare in curva lodevole. Lo sforzo per guidarla è minimo e, nonostante l'imbottitura sia sufficientemente dura da fare “sentire” la moto, il comfort è davvero a livelli ottimi. La frenata è pronta, grazie al doppio disco anteriore e alla stabilità del telaio derivato dal V-Strom 1000. Le marce correttamente spaziate, e il motore elastico ne fanno un mezzo molto facile e divertente da guidare. Le sospensioni copiano bene le asperità del manto stradale, mantenendo un buon feeling. In frenata, il trasferimento di carico verso l'anteriore (tallone di achille delle moto da fuoristrada usate su asfalto) avviene con progressione senza mai mettere in crisi il pilota, in questo aiuta anche la modulabilità del freno anteriore. La potenza in gioco (67 cv) non è poca, ma data l'impostazione di guida e la distribuzione dei pesi si può accelerare in tutta tranquillità, certi che il monoammortizzatore posteriore garantirà sempre una presa ottimale sul manto stradale. I consumi paiono in linea con quelli della SV 650: una media di 17 chilometri/litro non è fuori portata.

Due parole sul “sound”: la moto è meccanicamente molto silenziosa, mentre qualche risonanza di troppo sembra venire dall'airbox, che in accelerazione copre il piacevole suono dello scarico.

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