Prove moto
Prova completa della Yamaha R1: è ancora leader?
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Anche se nella sua nuova edizione la YZF R1 risulta abbondantemente aggiornata, l'imperativo seguito dall'ingegner Miwa (l'ormai famoso papà della famiglia YZF-R), è stato quello di non snaturare la formidabile personalità della precedente versione ed in verità, a un'occhiata superficiale, la R1 sembra praticamente immutata, restando quella supersportiva senza compromessi che conosciamo dal 1997, e che da due anni è l'indiscussa best seller della categoria.
Estetica ed equipaggiamento
Il titanio è affascinante e costoso. I suoi iridescenti riflessi sono bellissimi e più attraenti di quelli dell'acciaio o del cromo e riassume in sé tecnologia ed esclusività. È quella che traspira dal nuovo e voluminoso silenziatore della R1, la cui generosa sezione caratterizza la vista sul lato destro e quella posteriore. Ma le differenze fra la nuova e la vecchia versione non sono tutte qui: infatti l'occhio non può non scivolare - accarezzandoli - su particolari come le incavature del telaio che, raccordandosi al serbatoio e all'interno del cupolino, trasformano il telaio Deltabox in un componente della carrozzeria, e sullo splendido, nuovo, affilatissimo codino: praticamente una "pelle" in tecnopolimeri che avviluppa la mensola reggisella.
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