Prove moto

Prime impressioni della BMW R1150R

Tratto da SuperWheels 04 aprile 2001    Invia ad un amico


A distanza di sei anni dalla prima roadster, la Casa di Monaco aggiusta il tiro e lancia la R 1150 R. Ovvero: come fare una naked sportiva senza darlo troppo a vedere. E senza perdere lo stile BMW.

Design e allestimento

Alcune BMW, fra le quali la R 1100 R di cui questa 1150 e' l'erede, oppure ancor piu' la maxi-enduro GS, all'epoca della presentazione hanno diviso l'opinione pubblica con le loro soluzioni estetiche assolutamente fuori dagli schemi. Per questo, oggi che a quelle linee ardite abbiamo fatto l'abitudine, ci sentiamo di affermare che la R 1150 R invece - pur depositaria della fortissima personalita' tipica delle BMW boxer - convince al primo sguardo, e anzi piu' la si guarda e piu' appare bella.

Il merito di ciò va, per cominciare, alla cura posta nella realizzazione, tanto tecnologica quanto certosina, delle componenti meccaniche: a catalizzare l'attenzione nella vista laterale e' soprattutto l'ideale continuita' di elementi di metallo lucido e levigato, che parte dall'avantreno con il cromatissimo gruppo ottico e con l'aggressivo impianto frenante, ed attraverso i foderi ed il sensuale elemento oscillante del sistema Telelever arriva all'imponente blocco motore. Questo e' caratterizzato dagli sporgenti cilindri contornati dalle volute dell'impianto di scarico, che conducono al muscoloso monobraccio del sistema Paralever sul lato destro, ed al lucidissimo silenziatore su quello sinistro, fino alla degna conclusione nel coreografico cerchio posteriore a cinque razze sdoppiate.

Nulla e' per caso

In tutto questo non un solo particolare e' piazzato li', a bella posta, per soli fini estetici: ogni dettaglio e' funzionale, necessario, essenziale, ma tremendamente ben lavorato e rifinito. Molti elementi sono scavati ed alleggeriti, in un modo che sa maledettamente di fresa e di lavoro artigiano: le razze dei cerchi in alluminio, il braccio oscillante del Telelever, le piastre portapedane, la leva del freno posteriore, gli stessi coperchi valvole tagliati da un inserto in plastica nera. Le sovrastrutture, la carrozzeria in testa a tanto ben di Dio meccanico, potrebbero sembrare solo una pennellata di colore morbida e ondulata; in realta' troviamo un serbatoio incurvato, sagomato e reso ancor piu' imponente dalla presenza dei convogliatori dei radiatori dell'olio.

Il parafango anteriore e' diviso in due sezioni: una piu massiccia, sopra la ruota, verniciata nel colore della carrozzeria, ed una sottile, nera, che assolve la normale funzione della meccanica. La sella in due pezzi (disponibile in nero oppure colore zafferano) sembra semplicemente adagiata sulla parte posteriore del serbatoio e sui sottilissimi fianchetti, i quali terminano in un codino arrotondato che ben ingloba il gruppo ottico posteriore. I pochi particolari della carrozzeria sono realizzati in plastica di ottima qualita', cosi' come irreprensibili sono le verniciature. Notevole anche il cruscotto, che comprende tachimetro-contachilometri, contagiri, orologio analogico e la consueta batteria di spie alloggiati in un pannello color metallo satinato; l'involucro inferiore della strumentazione e' invece cromato a specchio.

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