Prove moto

Test anteprima: Aprilia Capo Nord Rally-Raid

Marco Dabizzi 28 aprile 2003    Invia ad un amico


L'evoluzione delle maxi enduro stradali ha portato alla nascita di una nuova categoria di moto, che è arrivata ad insidiare negli ultimi anni addirittura le granturismo. Più grandi, più veloci, più comode. Ma sempre meno adatte ad un utilizzo meno che stradale, ed anzi più a loro agio su statali ed autostrade che non su blandi sterrati o nel traffico cittadino.

In Aprilia però sembra si siano decisi a togliere la maschera alla Capo Nord, che con questo allestimento Rally-Raid sembra voler tornare alle origini e riconquistare il cuore degli amanti del fuoristrada e dell'avventura. Inoltre negli ultimi tempi si parla con sempre maggior insistenza di un interessamento della Casa di Noale alle grandi avventure africane, Dakar in primis...

Per ottenere questo risultato non sono stati necessari stravolgimenti al progetto di base, che fa fulcro sull'eccezionale telaio in alluminio e sul collaudato bicilindrico a V di 60° derivato dall'unità utilizzata anche sulla RSV Mille, che per l'occasione è stato completamente rivisitato per adattarlo ad un utilizzo turistico. Nuovi freni, protezioni e paracolpi, nuove sospensioni, una posizione di guida rivista, un set di valige specifico per l'avventura: queste le principali modifiche che ha subito la Capo Nord.

COM'E' FATTA

Il robusto monotrave non è stato modificato, ma la ciclistica della Rally-Raid ha beneficiato dall'adozione di una forcella Marzocchi con steli da 50 mm di diametro che permette un'escursione alla ruota anteriore di 200 mm. L'idraulica interna è gestita dal sistema pistone più lamelle, proprio come nelle forcelle utilizzate nel cross; sull'estremità degli steli sono presenti i comandi per la regolazione del carico in compressione (sullo stelo destro) ed in estensione (sullo stelo sinistro).

Analoga escursione è permessa alla ruota posteriore dall'ammortizzatore Sachs, regolabile nell'idraulica in compressione ed estensione e nel precarico molla. L'ammortizzatore è "lavorato" da un forcellone in alluminio che adotta un nuovo biellismo progressivo.

Guidando in fuoristrada si ha bisogno di una maggiore visibilità sulla ruota anteriore, ed in Aprilia si è quindi deciso di intervenire sulla struttura del cupolino, sostituendo gli indicatori di direzione - che nella Capo Nord sono integrati nello scudo frontale - con due piccole frecce di tipo tradizionale. Anche il plexiglas è stato modificato, ed al manubrio sono stati montati robusti paramani, in grado anche di assicurare una discreta protezione dal freddo e dalle intemperie, soprattutto se abbinati alle manopole riscaldate offerte come optional.

A protezione del motore è stato montato uno scudo in carbonio e kevlar, abbinato al paracoppa in alluminio; anche il radiatore dell'olio gode della protezione di una griglia parasassi, per una maggiore tranquillità nella guida in fuoristrada.

Il manubrio è stato sostituito con una unità tipicamente fuoristradistica, realizzata in alluminio anodizzato e con bracci a sezione biconica dalla resistenza flessionale particolarmente elevata. Il manubrio è montato su riser monolitici, rialzati e montati elasticamente per smorzare le vibrazioni provenienti dal motore. La costruzione monolitica dei riser ha permesso di aumentare la rigidezza del collegamento ruota-manubrio, così da garantire un miglior feeling nella guida fuoristrada.

pagina 1/4 Pag. successiva 
Ultime prove:
Weekly Test: Yamaha X-MAX 250cc.

RR Enduro 2011... e brava Beta!

Triumph Sprint ST 1050: la Tourer molto Sport

Victory Vision Tour: l\'alternativa di stile

BMW HP2 Sport: boxer alla pistaiola

MV Agusta Brutale 1090RR: Brutale... meno brutale

Aprilia Shiver e Dorsoduro Factory: il piacere di spalancare

Yamaha BW’S B-Generation 125

Yamaha YZF-R6, piccola peste

Garelli Xò: la svolta

Copyright © Nexus Web Services