Prove moto
Test Anteprima: Aprilia RSV Mille R Edwards
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"Salve, mi chiamo Aprilia RSV Mille R Edwards, sono la sorella cattiva dell'RSV 1000, per differenziarci ho deciso di vestirmi un pochino diversa...". Ecco, se l'Aprilia RSV Mille Edwards avesse anche la parola, probabilmente si presenterebbe così!
L'ultima nata della Casa di Noale infatti si posiziona al top della gamma Aprilia, continuando l'evoluzione del progetto RSV Mille che ogni volta stupisce ed entusiasma grazie a piccoli ritocchi e ad affinamenti sulla base di quella che da molti viene giudicata la più efficace ipersportiva di grande serie mai prodotta.
La Edwards rappresenta dunque l'arma finale di Aprilia nel segmento di mercato più ambito, e per renderla ancora più affilata nel prezzo di acquisto viene fornito anche un kit dedicato a chi la porterà in pista (non omologato per uso stradale) che comprende uno scarico Akrapovich due in due in titanio, una eprom dedicata e un pignone da 16 al posto dell'originale da 17.
Il terreno di questa prova è stato il leggendario circuito di Monza. Questo tracciato è decisamente atipico nel panorama dei circuiti, visto che unisce in un singolo giro lente varianti e rettilinei dove il motore è libero di spingere la moto alle massime velocità, seguiti da decise staccate e con un curvone da fare a 230 all'ora... Insomma, proprio quello che ci vuole per testare una moto "racing", no?
Design e allestimento
Già a colpo d'occhio, la moto rispetto alla versione standard sembra più leggera e più aggressiva. Per una volta, l'occhio ha proprio ragione: la linea mantiene un family feeling con quella della prima versione, ma tali e tanti sono stati nel tempo gli interventi di affinamento che la RSV Edwards non ha più oramai molto in comune con la prima serie. Si nota subito il nuovo codone, davvero molto snello e filante, ma questo non è il solo componente ad essere "dimagrito": tutta la moto è in pratica stata messa "a dieta" per esaltarne le doti di leggerezza e guidabilità, conferendole al contempo un'aspetto molto più racing e dinamico.
Di racing a ben guardare non c'è solo l'aspetto: cerchi forgiati e anodizzati, pinze con attacco radiale, sospensioni ed ammortizzatore di sterzo Öhlins top di gamma, motore più potente, kit racing e carbonio ovunque sono le innovazioni che risultano evidenti anche ad occhio nudo, poi ci sono quelle "dentro"...
La cura costruttiva è davvero eccellente, come si addice ad una moto di questo spessore, mentre le grafiche adottate in questa speciale versione sono quelledella RS CUBE che corre nel mondiale MotoGP. Forse alcuni accostamenti cromatici sono un pò forti, ma di sicuro non la si confonde nel gruppo: questa è la più cattiva e si vede!
Il cruscotto sulle prime spiazza un po' per quanto appare complesso, e ci si aspetta di trovarci anche i tasti CTRL ALT CANC per riavviare la moto in casi estremi :-), ma dopo un po' di pratica si impara ad usare e a sfruttare tutte le funzioni possibili. Da sottolineare la possibilità di registrare i tempi sul giro usando il tasto del "passing", memorizzandone una cinquantina che poi possono essere letti con calma una volta ai box.
Comandi
Le leve al manubrio sono regolabili e molto comode, modulabili (sopratutto quella della frizione che grazie al sistema PPC antisaltellamento diventa anche molto meno dura da tirare) e funzionali; i blocchetti sono classici e dalle funzionalità facilmente accessibili. Diverso il discorso per il cruscotto: le funzioni sono tante e per impararle occorre studiare un po', ma il loro plusvalore vale il tempo impegato! I comandi del cambio e del freno posteriore sono invece stati ridisegnati per offrire una migliore mobilità del pilota, ed in effetti sembrano raggiungere perfettamente il risultato, nonostante manchi la possibilità di regolazione delle pedane. C'è da dire però che anche nella configurazione originale queste pedane si sono adattate molto bene a tutti i tester presenti, segno che lo studio è stato fatto anche considerando le differenti possibili utenze di questa moto.
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