Prove moto
Prova completa: Honda CBR 900 RR
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L’ultimo importante ritocco alla CBR900RR, sappiamo tutti, mamma Honda l’ha assestato nel 2002. Come al solito non ci sono state eclatanti novità né dal punto di vista del design né da quello della tecnica: la lista non è altro che una lunga ma poco stuzzicante serie di piccole migliorie (+ 1 mm l’alesaggio; + 2 mm i corpi farfallati, blocco cilindri non amovibile... ohh che novità!). Insomma, abbiamo pensato, eccoci di nuovo davanti alla solita noiosa politica dei piccoli passi, quella del faccio ma non tanto, del cambio ma non troppo (si sa mai dovessi esagerare), del perché cambiare una cosa che funziona?
Sorpresa: sono cambiata!
Poi, invece, appena ci siamo saliti su e abbiamo disegnato due curve col bisturi
facendoci strapazzare da un motore che col precedente aveva ben poco a
che fare e sbattendo il casco sul cupolino ad ogni frenata, ci siamo chiesti
subito una cosa: bella! Bellissima! stupenda! ma dov’è finita la
vecchia CBR?
Bella domanda.
In quel momento avevamo capito solo una cosa: che la pacifica Honda, anzi
la più pacifica tra le maxi sportive, tanto pacifica non lo era
più. Una perdita? Ridicolo: andiamo a rinfrescarci la memoria.
Questi, infatti,
sono solo ricordi, quelli che poi da vecchi, un giorno chissà, racconteremo
ai nostri nipotini annoiati (ancora ‘sta di CBR... che palle nonno). Vediamo
di rinfrescarci le idee montando oggi sulla CBR900RR che tanto ci era piaciuta
allora.
Particolare non trascurabile: La Honda Italia, sapendo che il test si sarebbe svolto per lo più in circuito, ci ha consegnato la CBR con le Pirelli Supercorsa in mescola standard (al posto delle coperture di primo equipaggiamento di taglio sport touring). Oh... libidine, tremendissima libidine!
Pregiata sartoria giapponese
Spesso
si legge, a proposito di una Honda (una qualsiasi): “Appena ci sali in
sella hai l’impressione di averla guidata da sempre: i comandi sono al
posto giusto, e così le pedane, il manubrio; tutto è disegnato
alla perfezione...”. Che baggianata! Ti viene da pensare come prima cosa.
Come
se sulle altre moto il gas fosse a destra e il freno a sinistra. Beh, sarà
anche una baggianata ma è proprio così. I comandi sono perfetti
(e questo è facile) ma anche la posizione di guida è perfetta.
Non solo perché risulta sufficientemente comoda per una sportiva,
ma soprattutto perché ti pone nella condizione migliore per tenere
la situazione in pugno. Seduto lì ti senti di poter fare tutto ciò
che vuoi. Insomma, te la senti davvero cucita addosso.
La memoria inganna
I primi giri d’assaggio nella pista di Le Luc (Francia), ci lasciano senza parole.
Sarà l’astinenza invernale o cosa? Dopo qualche minuto capiamo:
è lo stupore di (ri)trovare la 954 così in forma. Senza dubbio
molto più di noi...
Meravigliosa!
La sensazione più gradevole è quella della sicurezza. L’avantreno
è perfetto. Caricato, ma leggero, è affilato come un rasoio
e non sbaglia un colpo: va dritto dove vuoi tu, senza una sbavatura, senza
un’incertezza, senza richiedere alcuno sforzo. La frenata è eccezionale.
In staccata la forcella affonda (più tardi metteremo le mani ai
registri dell’idraulica) ma tiene bene, senza saltellare, sulla leva basta
un dito e puoi allungare la pinzata sull’anteriore fin dentro la curva.
Non dimentichiamo che tanta grazia è dovuta anche alle buone spalle
delle Pirellone: l’accoppiata CBR900RR-Supercorsa, è senza alcun
dubbio tra le più gustose, facili, sicure, efficaci che si possano
pensare. Chissà se abbiamo reso l’idea?
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