Prove moto

Prova: Aprilia Atlantic 125 e 200

Marco Dabizzi 26 novembre 2002    Invia ad un amico


Com'è fatto

Il family feeling con l'Atlantic 500 è evidente fin dalla prima occhiata, ma l'ultimo arrivato della Casa di Noale riesce a smussare gli elementi più discutibili del maxiscooter Aprilia, soprattutto grazie alle dimensioni ovviamente più contenute e ad una parte posteriore più slanciata ed armoniosa.

Il piccolo Atlantic ha una linea elegante, con lo scudo anteriore caratterizzato dai grossi fari multipli e dagli specchietti retrovisori montati direttamente sulla carena. Le linee della carrozzeria vengono snellite da inserti scuri, che contrastano piacevolmente con il colore principale e donano all'insieme un aspetto più rifinito. Fra l'altro l'Atlantic "veste" benissimo i colori più accesi, risultando addirittura più piacevole con la livrea rossa che con quelle - più classiche - metallizzate.

Le luci posteriori sono sdoppiate e separate da un inserto con una piacevole finitura opaca, che ben contrasta con le frecce dotate di plastiche trasparenti. Il tutto è sormontato dal portapacchi offerto di serie, pratico e di dimensioni generose ma gradevole esteticamente ed in linea con il piano della sella così da non interferire con l'eventuale passeggero.

La cura impiegata nella progettazione e nella realizzazione delle plastiche è evidente fin dalla prima occhiata: tutte le giunture appaiono precise e ben profilate, non ci sono antiestetici bulloni o viti in vista neppure sulla parte interna dello scudo e la strumentazione risulta gratificante alla vista e di facile lettura. Anche il manubrio ed i comandi sono ben realizzati, con i pulsanti per frecce e lampeggio a portata di... dita anche calzando guanti pesanti. Sull'Atlantic fra l'altro manca il pulsante per l'accenzione delle luci, in ossequio alla nuova normativa che impone l'uso delle luci anabbaglianti anche di giorno; in questo modo non dovrete preoccuparvi di costose (se vi fermano i Vigili :-)) disattenzioni.

Sotto la sella troviamo un vano piuttosto spazioso, considerando la classe di questo scooter, e dotato addirittura di illuminazione e di una presa di corrente. Il massimo della capacità è di un paio di caschi jet, o meglio ancora di un casco e di un po' di spazio aggiuntivo; qualche altra cianfrusaglia trova posto nel piccolo vano del retroscudo, chiuso da una serratura ma utile per i documenti o poco piu'.

Il telaio adotta la configurazione a doppia culla chiusa sovrapposta, realizzata in tubi d'acciaio. Questa soluzione ha il solo difetto di occupare un maggiore spazio in verticale, costringendo alla realizzazione del tunnel sulla pedana, ma in compenso è in grado di offrire una rigidità torsionale molto elevata, così da offrire caratteristiche di guida adeguate anche sulle strade extraurbane e con una condotta particolarmente "briosa".

Il motore è il ben conosciuto Piaggio LEADER a quatto tempi raffreddato a liquido e dotato di quattro valvole. Le due unità rientrano nella normativa Euro 2, che non impedisce alla versione da 200 cc (198, per la precisione) di erogare ben 21 CV, tanto da poter paragonare tranquillamente l'Atlantic 200 a molti scooter con cilindrata di un quarto di litro. La versione di minore cilindrata invece si adegua alle normative che consentono la guida di mezzi fino a 125 cc e di meno di 15 CV ai possessori di patente B.

Per fermare l'Atlantic Aprilia è ricorsa ad una coppia di dischi gestiti da un sistema di ripartizione della frenata: il disco anteriore da 240 mm è dotata di tre pistoncini, di cui due comandati dalla leva di destra e l'altro comandato da quella di sinistra insieme al disco posteriore (da 190 mm di diametro).

Dotazione completa anche sul fronte dei cavalletti: a quello centrale si abbina la stampella laterale, facile da utilizzare anche stando in sella e piuttosto stabile.

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