Prove moto

Ipercomparativa Sport Touring 2001

Tratto da Superwheels 29 ottobre 2002    Invia ad un amico


IN CITTA'

Un propulsore bicilindrico difficilmente riesce ad associare elevate prestazioni ad un funzionamento dolce e regolare ai bassi regimi, caratteristica che si traduce in comfort alle andature più pacifiche. Questa regola inderogabile anche questa volta non e stata smentita e l'Aprilia e la Ducati risultano, per un motivo o per l'altro, svantaggiate rispetto alle rivali a tre e a quattro cilindri. Il propulsore della Futura non accusa un'erogazione particolarmente ruvida ai bassi - a meno che non si scenda con le marce più alte sotto i 2000 giri - ma risponde piuttosto seccamente ai chiudi-apri tipici della guida in città (senza peraltro dimostrare la grinta che sembra promettere ai regimi medio­bassi) e affetta da un leggero ritardo di risposta all'apertura dell'acceleratore. Altre caratteristiche spigolose della RST sono un leva dura da azionare e le sospensioni dalla taratura di taglio sportivo, che rispondono bruscamente sulle asperità pronunciate.

Il giudizio globale sull'Aprilia tuttavia non è negativo, perché alla bassa velocità è maneggevole e ben distribuita e quindi facile da gestire anche nel traffica intenso.

L'altra bicilindrica, la Ducati, non è così affabile. Innanzitutto per la posizione di guida più sportiva; poi per le caratteristi spinte del propulsore, che fin dai bassi regimi risponde con notevole grinta ad ogni azione sul comando dell'acceleratore. Inoltre, per evitare fastidiosi strattoni, anche con le marce più basse occorre sempre mantenere il propulsore sopra 2500 giri.

Altri disagi sono legati alla trasmissione di calore alle gambe, alla durezza del comando della frizione e al taglio decisamente sportivo della ciclistica. La risposta del doppio disco anteriore è molto brusca (così da suggerire una certa delicatezza nell'azionare la leva), e lo è pure quella delle sospensioni, che sono le più rigide del lotto. Insomma, la ST4s non è certamente una moto per passeggiare e non è redditizio cercarne i lati delicati: meglio, invece, guidarla con decisione, come una sportiva purosangue; allora diventerà pure divertente.

Meglio tre, oppure quattro

In sella alle più malleabili Honda e Triumph, dall'impostazione generale più morbida e turistica, la situazione è ben differente. Alla VFR e alla Sprint ST si può assegnare lo stesso ottimo voto per la trattabilità dei propulsori, regolarissimi anche ai regimi prossimi al minimo e docili nei chiudi-apri, per la pastosità e per l'efficacia delle sospensioni nel filtrare le asperità e per le risposte calibrate degli impianti frenanti, morbido nell'azione il Dual-CBS della prima e potente, ma non brusco nell'attacco, il generoso doppio disco anteriore della seconda.

La differenza tra le due è dunque legata alle caratteristiche dinamiche: la Honda è più agile, e si gestisce più facilmente nelle manovre. La distribuzione dei pesi, inoltre, fa sì che la VFR appaia più leggera della collega inglese, che ha pure il difetto di trasmettere più calore alle gambe.

SU STRADA

Come stabilire la classifica delle quattro sport touring nella stimolante pratica della guida su strada? In base all'efficacia che dimostrano quando si spinge un po'? Oppure per il comfort che riescono ad assicurare nella guida in relax? Queste domande sono fondamentali, perché a seconda del punto di vista cambia pure il risultato: ad esempio nel primo caso saranno le due bicilindriche ad avere la meglio, mentre quando si passeggia, la Honda e la Triumph faranno valere il loro comfort superiore. Nella classifica finale si terrà conto del comportamento in entrambe le specialità, dando però un maggior peso all'efficacia nella guida brillante.

In questo caso non c'è dubbio che la preferenza vada alla Ducati, che abbina eccellenti qualità ciclistiche a prestazioni di rilievo. La ST4s è la più agile del gruppo, veloce nell'agguantare la corda, rapida nell'affrontare le esse ed efficace nelle accelerazioni in uscita di curva. Appare più leggera di quello che segna sulla bilancia e anche il propulsore ci mette del suo, scattando nervoso ad ogni apertura dell'acceleratore: non è difficile trovarsi, nonostante i buoni propositi, a guidarla come una supersportiva, sporgendosi in cerca del ginocchio a terra.

Presa con questo spirito, la Ducati è senza dubbio la più divertente del gruppo, ma in altre situazioni mostra rapidamente i suoi limiti: il propulsore è piuttosto ruvido in basso, perfino fastidioso se si vuoi guidare in relax, e la ciclistica è troppo rigida per assicurare il comfort sullo sconnesso, in corrispondenza del quale è consigliato ridurre l'andatura. Anche i freni impongono un uso attento: quello anteriore ha una risposta molto decisa e quello posteriore (importante nella guida stradale) è molto difficile da azionare perché la testa del comando sporge solo parzialmente; la risposta, inoltre, è inizialmente debole e poi incline al bloccaggio se si insiste.

Alla Ducati sorge spontaneo associare l'Aprilia, perché bicilindrica e perché italiana. Ma la Futura non condivide solo queste due caratteristiche con la ST4s: il temperamento è comunque prevalentemente sportivo, ma si riconoscono caratteristiche più moderate. Innanzitutto il propulsore è più trattabile - a parte la brusca reazione nei chiudi-apri già citata a riguardo della guida in citta - con un'erogazione morbida ai medi ma allo stesso tempo grintosa in alto. Poi la ciclistica è rotonda e morbida, per via delle scelte operate in sede di progettazione e anche per la taratura delle sospensioni proposta come standard, un giusto compromesso per la guida sportiva e per garantire la stabilita e il comfort anche sullo sconnesso di media entità.

La Futura vanta una buona maneggevolezza e un comportamento prevalente­mente neutro, piacevole e dal buon feeling ma non così immediato come quello della Ducati. Queste proprietà sono dovute pure al carattere delle coperture, le Michelin Pilot Sport che riescono a coniugare un buon grip (anche i pista) con ottime caratteristiche di comfort (azioni rotonde e buone capacità di assorbimento delle asperità). Gli stessi pneumatici, che sono quelli di primo equipaggiamento, sono stati scelti dalla Ducati e dalla Hon­da (mentre sulla Triumph ci sono le Bridgestone BT 57); questi tre modelli sono stati quindi confrontati a parità di "scarpe", componente che ne influenza in modo notevole il comportamento dinamico.

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